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3. Brividi della storia


Quel che la favola ha inventato, la storia qualche volta lo riproduce
(Victor Hugo)


Vento, natura, cieli, pietre, passi, voci, armi, spari, oscurità, luce, palazzi, abiti, gioielli, musica, urla... gli elementi di un qualsivoglia scenario, se opportunamente concertati, possono proiettare il viandante in un clima, in un'atmosfera, in un mondo che appartiene al passato. Moltissimi film restituiscono l'aura irripetibile di un momento storico. E quando intervengono altre arti, dalla letteratura, alla musica, alla pittura, allora parliamo di opera d'arte totale. In grado di far emergere brividi sepolti nella storia.


Ottocento a Venezia

Venezia, una città in decadenza occupata da un impero in decadenza, l'Austria. Al teatro La Fenice, splendido come non mai, dame con elaborati abiti di metà Ottocento, gentiluomini italiani, molti militari austriaci. E' in scena "Il Trovatore", la musica avvolge tutto e tutti in uno sfarzo veneziano. All'improvviso qualcosa succede, che spezza un sonno lungo un secolo. Gli irredentisti fanno cadere dall'alto centinaia di foglietti con il tricolore italiano che tutto inondano, dando una scossa all'atmosfera e al corso degli eventi. Siamo alla vigilia della battaglia di Custoza (1848).

Il destino di Venezia appare segnato da un nuovo futuro. Ma sarà un vero amore? Forse no, perché Venezia è fatta così. Lei ama ciò che è dietro le sue spalle. Spalle bellissime, come quelle di Alida Valli, che si affaccia e scambia il primo sguardo d'amore con ciò che ormai appartiene al suo passato: un giovane tenente austriaco. Un passato che scatenerà una passione travolgente che sconfinerà nella follia pura della protagonista... Bellissima, decadente e vittima del suo passato.


Video. Luchino Visconti, Senso, 1954


Settecento in Britannia

Storia e passione amorosa in uno dei film che più hanno tratto ispirazione esplicita dalla grande pittura britannica del '700: dai paesaggi di Constable alle figure di Gainsborough, dagli interni affollati del geniale Hogarth all'incubo di Fuessli, l'immersione nei brividi settecenteschi dell'aristocrazia inglese è totale. Come in questa scena, dove il Klaviertrio N°2 di Schubert accompagna ogni fotogramma in un crescendo di passione.

Video. Stanley Kubrick, Barry Lindon, 1975


Berlino e l'identità perduta

Una città scarnificata, facciate di palazzi devastati, rovine e macerie. Eppure, nelle strade, la vita tenta di riprendere possesso di quello che è ormai un non luogo, arrancando. Berlino è appena uscita dalla guerra e il popolo tedesco stesso vive la tragedia di chi ha perduto tutto, forse anche la sua identità. Ma forse no. Qualcosa di puro, forse qualcosa si salva. Uno sguardo di un ragazzino che si apre su tutto il possibile dolore per il mondo, l'urlo estremo e inaudito dell'umanità di fronte al limite della catastrofe. Qualcosa si salva? Non la purezza, non l'identità. Un capolavoro assoluto, un pugno nello stomaco per le generazioni di sempre.


Video. Roberto Rossellini, Germania anno zero, 1948


Waterloo e l'orgoglio britannico

É forse il momento in cui la tradizione britannica divenne gloria pura. Un nemico mostruoso che ha seminato nuove idee in tutta Europa. Novità contro conservazione. Ma la forza della storia, delle tradizioni e anche della musica si condensa e si fa violenza pura che travolge il nemico. Riportando l'Europa al suo passato...

La battaglia forse più lunga della storia del cinema, in una ricostruzione molto accurata e puntigliosa. Qualche affondo psicologico nelle inquadrature dei volti dei protagonisti (da Napoleone a Lord Ponsonby), qualche momento epico, come la fanteria in corsa ripresa a rallentatore: brividi da quadro in movimento, fotogrammi di una storia che va avanti, anche se sembra tornare indietro...


Video. Sergej Bondarchuk, The battle of Waterloo, 1970


Monasteri medievali

Le spesse mura di pietra, la polvere dei libri e dei codici miniati, una biblioteca che è un mondo, la morte, la carne, il diavolo. Questi sono i compagni dei monaci di un monastero medievale. Pochi film hanno saputo essere all'altezza del libro dal quale sono tratti. Quando i brividi della storia si accompagnano ai brividi del giallo.


Video. Jean-Jacques Annaud, Il nome della rosa, 1986



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Nèo
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