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4. Le case-museo


Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l'inquilino
(Victor Hugo)


Museo come categoria dello spirito? Forse. La storia dell'istituzione-museo, dal Settecento fino a oggi, rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia dell'arte. Il luogo sacro alle muse è oggi un luogo che si frequenta in molti modi. È centro di ricerca, atelier, sede di mostre ed eventi. È il luogo dove sentire musica, mangiare e bere, fare acquisti, incontrare gli amici, far giocare i bambini, istruendoli. È un brand "glamorous", in alcuni casi esemplari.

All'interno delle moltissime tipologie di museo, esistono le case-museo nate a metà dell'Ottocento. La cultura collezionistica altoborghese (soprattutto francese del Secondo Impero) fece la fortuna delle case-museo, aperte al pubblico prima della prima guerra mondiale, passando poi la palla alla high society industrializzata della East Coast americana. Se molte delle case-museo in Europa sono state distrutte durante la guerra, o trasformate negli anni, negli Stati Uniti ne sopravvivono esempi intatti.

Le case-museo vengono forgiate dalla personalità di chi le ha abitate: l'artista, il collezionista. E in molti casi permettono di rivivere le atmosfere di un'epoca, o di più epoche, in maniera diretta, dall'interno.


Video. Gruppo di famiglia in un interno, di Luchino Visconti (1974)

Burt Lancaster vive in un palazzo romano dove occupa un magnifico appartamento-museo in cui colleziona "conversation pieces", "quella pittura inglese del '700 che ritrae le famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia con i loro bambini, domestici, cagnolini" (sono le parole di Visconti).


Gli USA offrono le esperienze più straordinarie di case nate per essere musei di se stesse e specchio dell'anima del collezionista-demiurgo che le ha forgiate, riempiendole di opere d'arte. A Boston, la casa di Isabella Stuart Gardner è uno dei musei più fascinosi al mondo. Reggia araba all'esterno, palazzo veneziano all'interno, ospita i dipinti che Bernard Berenson fece comprare a Isabella che dappertutto trionfa, bellissima, nei ritratti di Zorn e Sargent. Secondo il suo testamento, nessun oggetto può essere più spostato dal posto da lei assegnato. Il senso del vivere e del collezionare alto-borghese nell'"età degli imperi" si ritrova a New York, alla Frick Collection, in uno stile che rievoca le case patrizie del Settecento, anche nelle decorazioni e negli allestimenti interni. Splendida la collezione di pittura e arti decorative.

Passando in California, si ritrovano i casi esemplari del J.Paul Getty Museum, a Malibu, ricostruzione perfetta della Villa dei Papiri di Ercolano, piena di antichità greche e romane e degna di un Kolossal di Hollywood. Così come lo Hearst Castle a San Simeon (tra Los Angeles e San Francisco), il castello da fiaba del magnate (e attore di Orson Welles) William Randolph Hearst, realizzato con criteri antisismici (tra il 1919 e il 1942) da una donna, Julia Morgan.

Video. Isabella Stuart Gardner Museum



A Parigi, oltre alla casa del pittore Gustave Moreau (1897) (Museo Moreau), che avvolge il visitatore proiettandolo nelle atmosfere simboliste del grande artista, c'è il museo Jacquemart-André, un bellissimo palazzo in cui è custodita la collezione di pittura, scultura e arti applicate raccolta dai due coniugi. Casa elegante e sontuosa della Belle Epoque, e solo casa, è invece la residenza che Moise de Camondo fece costruire in stile settecentesco (Musée Nissim de Camondo, 1914).


A Monaco di Baviera, due protagonisti dell'arte di fine Ottocento hanno visto le loro residenze trasformarsi in musei: la prima, Villa Stuck, (1898, poi ricostruita), è la casa morbosa e affascinante di Franz Von Stuck, grande ispiratore dei protagonisti delle secessioni (tra cui Gustav Klimt); la seconda è la villa italiana di Franz von Lenbach, la Lenbachhaus, che ospita in parte la casa-museo del ritrattista di Bismarck, in parte le opere dei protagonisti della avanguardie tedesche che lo stesso Lenbach aveva osteggiato, da Kandinsky a Klee, in parte arte contemporanea.


A Londra, la Wallace Collection (1897) è ora più un museo che una casa, mentre le tre abitazioni di Sir John Soane, forse uno dei musei con biblioteca più belli al mondo, costituiscono il Sir John Soane's Museum. Il museo fu aperto da Soane stesso già agli inizi dellOttocento, a beneficio di "dilettanti e studenti" di architettura, pittura e scultura. Dal 1837 mantiene gli allestimenti voluti dal suo creatore.


In Italia, oltre al Vittoriale di D'Annunzio, casa d'artista in seguito musealizzata, a Gardone di Riviera (1923-1938), merita una visita il museo Stibbert di Firenze (1906), una delle più splendide e fantastiche case-museo, ancora visibili nell'allestimento originario e concepita per essere aperta al pubblico fin dagli esordi. Tra le città italiane, Milano vanta una rosa di case museo molto importanti.

Gallery. Le quattro case-museo più belle di Milano

Clicca sulla foto a fianco per vedere la gallery con le 4 case-museo più belle di Milano

4. Il Museo Bagatti Valsecchi

3. La Villa Necchi Campiglio

2. Casa Museo Boschi di Stefano

1. Museo Poldi Pezzoli

4. Il Museo Bagatti Valsecchi

Il Museo Bagatti Valsecchi è la sontuosa residenza dei fratelli Fausto e Giuseppe che negli anni Ottanta dell'Ottocento la allestirono in stile neorinascimentale, ispirandosi soprattutto al gusto del Rinascimento lombardo. Uno scrigno ideale per ospitare una collezione di dipinti, manufatti e armature del '4 e '500.


3. La Villa Necchi Campiglio

La Villa Necchi Campiglio, dell'architetto Portaluppi, sopravvissuta ai bombardamenti, testimonia la compresenza di razionalismo e gusto Déco a Milano. Qui è possibile respirare le atmosfere della Milano della prima metà del Novecento attraverso gli arredamenti degli interni e la collezione Gian Ferrari, con opere di De Chirico, Sironi e altri. Sorprendente è il fondo di raffinati dipinti e opere d'arte applicata del Settecento.


2. la Casa Museo Boschi di Stefano

In un appartamento degli anni Settanta, in una palazzina di Portaluppi, è invece collocata la Casa Museo Boschi di Stefano, la cui collezione spazia dal futurismo agli anni Sessanta, permettendo un viaggio tra i protagonisti dell'arte italiana del Novecento. Da segnalare la sala dedicata alla pittura metafisica, e all'apporto degli italiani a Parigi, e la stanza interamente dedicata a Lucio Fontana, illuminazione compresa, protagonista insieme a Piero Manzoni della straordinaria stagione vissuta da Milano negli anni '60.


1. Museo Poldi Pezzoli

1.Prototipo di casa-museo noto a livello internazionale è il Museo Poldi Pezzoli, nella storica via Manzoni. Come spiega Lavinia Galli, curator del museo e del nuovo sito (www.museopoldipezzoli.it), il museo è stato realizzato a metà Ottocento da Gian Giacomo Poldi Pezzoli in meno di trent'anni. È unico per coerenza, perché riflette il gusto di un'epoca e di una persona sola. Il progetto di vita di Gian Giacomo fu infatti quello di offrire ai visitatori del suo museo una "passeggiata" attraverso i secoli, stanza per stanza. Egli fu ispiratore di Stibbert a Firenze e riuscì ad assemblare negli anni giusti una sequenza incredibile di capolavori, focalizzando sul ritratto.

Per quanto riguarda i gioielli, gli orologi, i tappeti e le porcellane, la collezione del Poldi Pezzoli può essere considerata unica. Così come unica è l'armeria, allestita da Arnaldo Pomodoro in uno dei pochi esempi contemporanei di decorazione d'interni d'artista. È un museo "cozy" che ospita numerose mostre e iniziative temporanee. Nell'ottobre prossimo, "Botticelli nelle collezioni lombarde".

Per trovare informazioni sulle case-museo di Milano: www.turismo.milano.it

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