néo: LUOGHI ESTREMI
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5. IL LUOGO PIÙ ALTO


Leonardo di Caprio sulla punta del Titanic l'aveva espresso così: “Sono il re del mondo”. Certo l'enormità dell'oceano che si estende davanti a una prua fa piuttosto impressione. Ma chissà cosa devono aver pensato quelle persone che nella storia sono arrivate fino al punto più alto del pianeta. Monte Everest, 8848 metri: comunemente chiamato “il tetto del mondo”.

PEAK EXPERIENCE

1. IN CIMA ALL’EVEREST: TOCCARE IL CIELO CON UN DITO

Scalare l'Everest non è uno scherzo. Quando gli ufficiali Inglesi di stanza in India erano alle prese con le misurazioni della montagna – già capire quanto effettivamente fosse alta è stato tutt'altro che facile – non si era neppure sicuri del fatto che potesse essere scalata da un essere umano. Ma era l'ottocento, e da allora tante cose sono cambiate. I primi a cercare di raggiungere la vetta ci tentarono negli anni '20. Prima che qualcuno però posasse i propri scarponi sulla cima ci sono voluti altri trent'anni e passa, e anche un considerevole numero di morti: era il 1953 quando Edmund Hillary e Tenzing Norgay ce la fecero per primi al mondo.

Video. L’ARRIVO IN CIMA

Un video che mostra l’arrivo di un gruppo di scalatori sul tetto del mondo: dalla fatica all’entusiasmo (durata 2 minuti)

2. L’UOMO DEI RECORD

Una volta che l'Everest è stato scalato, che sfide restano all'uomo da tentare? Per intanto, si può cercare di migliorare quello che è già stato fatto. Anche se nessuno si ricorda di chi ha scalato l'Everest per secondo - qualcosa che ricorda un po' il complesso di Buzz Aldrin, che scese subito dopo Neil Armstrong dall'Apollo 11 - c'è sempre spazio per uno come Reinhold Messner. Nel 1978, quello che sarebbe diventato agli occhi del mondo il più grande scalatore della storia arrivò in cima con Peter Habeler senza usare ossigeno. E poi, nel 1980 fu il primo a conquistare la vetta da solo, di nuovo senza ossigeno, peraltro percorrendo la parete nord, la più difficile.

Video. INTERVISTA A MESSNER E HABELER

Un mini-documentario che ricostruisce l’impresa dei due scalatori, esaltandone la forza e fisica e mentale che hanno loro permesso di portare a termine un viaggio unico (durata 3 minuti e mezzo)

3. PIÙ IN ALTO DI COSÌ NON SI PUÒ ANDARE

Negli anni, altri record sono stati stabiliti, come per esempio quello dello Sherpa Apa che può vantarsi di essere la persona che è salita più volte – 20 negli ultimi 20 anni. Oppure Jordan Romero, che al momento è la persona più giovane a essere arrivata in cima, all'età di 13 anni. Ma questi risultati sorprendenti sollevano anche questioni controverse. Sarà sempre la stessa emozione per Apa guardare il mondo da lassù? E un adolescente come Romero può davvero capire che cosa significa “dominare” l'Everest? Soprattutto un ragazzo di quell'età non ha le capacità fisiche per farlo da solo, e quindi deve per forza dipendere da ossigeno aggiuntivo e dagli sherpa che aprono la strada. Come dicono alcuni alpinisti, non arriva in cima, ma ci viene portato. E così è per tutti quei turisti che adesso approcciano la montagna più alta del mondo come se fosse una meta qualsiasi.

4. VIETATO SCHERZARE CON LA NATURA

Diverse agenzie si sono messe a organizzare cosiddetti “trekking” sul percorso più famoso al mondo. Per fortuna la maggior parte arrivano solo al Campo Base a 5300 metri e solo alcuni si spingono fino all'Island Peak a 6198. Sopra gli 8000 metri inizia quella che è ufficialmente chiamata “Death Zone”. Sull'Everest si continua a morire. Anche se per esempio nel 2004 sono più di 300 le persone ad avercela fatta. Detto questo, l'enorme afflusso di persone ha realizzato la paura di Messner che le montagne diventassero un po' come Disneyland. A volte, ormai, si deve fare la coda per salire l'”Hillary Step”, roccia così chiamata in onore del primo “conquistatore”.

5. SALVAGUARDARE IL LUOGO PIÙ ALTO DEL MONDO

Le montagne, come Messner stesso non manca di rimarcare nelle sue interviste, necessitano rispetto. L'accesso all'Everest dovrà essere limitato anche per l'incremento nell'inquinamento della zona: molti turisti abbandonano infatti le loro bombole d'ossigeno (e non solo) sulle pendici. Chi all'Everest va soltanto per guardare il panorama, potrebbe a stare a casa e farsi un giro sul sito di Discovery Channel (dsc.discovery.com/convergence/everest/interactive/interactive.html). Ricordando come il nome originale della vetta più alta al mondo, in Tibetano, significhi “Madre dell'Universo” e le parole di Peter Habeler: “Io non ho conquistato l'Everest. Mi ha semplicemente sopportato”.

Video. FOR EVER EVEREST

Il disegno di una luminosa alba nella pittoresca cornice del grande monte himalayano (durata 40 secondi)

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