néo: UNDERGROUND – TENDENZE IN DIVENIRE
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5. INVISIBILI


Dal web, alla realtà, all’economia, passando per una firma e un continente perduto. Si dice che il senso del visibile risiede nell’invisibile. Ed è proprio ciò che non si vede che sarà protagonista nel prossimo futuro. Ciò che è invisibile: underground.

PROTAGONISTI DELL’INVISIBILE

1. LA RETE INVISIBILE

“Deepweb”, ovvero quella parte di internet non raggiungibile dai motori di ricerca e dunque, almeno per la maggior parte di noi, completamente sconosciuta e irraggiungibile. Intrigante no? Una recente ricerca di BrightPlanet afferma che l’invisible web è dimensionalmente circa 500 volte il surface web (cioè quello indicizzato). E se prendessimo come esempio Google, ciò significa che si sta parlando di circa 500 Miliardi di pagine invisibili, ma anche ricolme di informazioni utili. Come dire che ogni volta che ci sembra di avere tra le mani il web, ci sbagliamo. Come aggirare l’ostacolo? Esistono una serie di strategie di ricerca personali e mirate, che permettono poi di costruire altri percorsi di reperimento dell’informazione. Qualche esempio? Provate a visitare le Webdirectories: dmoz.org, infomine.ucr.edu, lii.org

Video. GHOST / FANTASMA, LA SCENA FINALE.

Il “fantasma” più celebre della storia del cinema, interpretato da Patrick Swayze (durata 3 minuti e 43)

2. BLOGOSFERA DEGLI INVISIBILI

Mark Horvath è un ex consulente di marketing americano che con la crisi economica ha perso tutto e ha deciso di insegnare ai senzatetto i segreti di internet per farli comunicare tra loro e far conoscere le loro incredibili vite. Con questo obiettivo ha creato Wearevisible e InvisiblePeople, rispettivamente un sito web e un blog nel quale ha riportato le storie di più di 200 persone. Forse, imparando a farsi ascoltare su Twitter, Facebook o Youtube, ciò potrebbe cambiare la loro vita.

Video. WE ARE VISIBLE

Mark Horvath descrive il suo progetto, quello di connettere i senzatetto al resto del mondo (durata 1 minuto e 49)

3. LA MANO INVISIBILE

Adam Smith prese in prestito dal terzo atto del Macbeth l’immagine metaforica della mano invisibile quale intervento della Provvidenza per ristabilire l’ordine sociale e limitare i prepotenti interessi privati. Ma mentre Shakespeare parla della notte e della sua mano sanguinolenta e invisibile che deve togliere il pallore del rimorso a Macbeth prima dell’assassinio, Smith sembra prendere in giro i capitalisti che credevano di avere il potere di governare i mercati. In tal modo la sua pragmaticità e la sua attualità hanno reso invisibile (anche se non agli occhi di tutti) un passaggio di uno dei più celebri scrittori della storia.

Video. THE INVISIBLE MAN, TRAILER

L’Uomo invisibile, il trailer del film del 1933: a distanza di oltre 70 anni gli effetti speciali di John P. Fulton sono attualissimi e sorprendono ancora oggi (durata 2 minuti e mezzo)

4. L’UOMO INVISIBILE

Luther Blissett, nome di un ex giovatore del Milan, è lo pseudonimo comparso tra gli anni ’80 e '90 a firma di testi, azioni politiche, opere multimediali, riviste underground. Viene usato, soprattutto in Internet, da migliaia di persone in tutto il mondo ed è un nome rigorosamente no-copyright. Un personaggio collettivo e un'opera aperta, spesso utilizzato per denunciare la superficialità e la malafede del sistema mass-mediatico. In Italia nel 1996 Luther Blissett fornisce alla casa editrice Mondadori alcuni testi alla rinfusa copiati da internet e conditi di banalità sociologiche. Mondadori le pubblica spacciandole per “il manifesto delle nuove libertà”.

Video. LUTHER BLISSETT - NICE TIMES

Una realizzazione Luther Blissett Project, sulle immagini di Tempi Moderni: “uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore” (durata 3 minuti e 16)

5. LA CITTÀ INVISIBILE

Un immenso continenete sarebbe esistito migliaia e migliaia di anni fa per poi sprofondare, inghiottito dall’oceano. Le notizie più complete a nostra disposizione sono quelle fornite da Platone nei suoi due dialoghi “Timeo” e “Crizia”: “In quell'isola chiamata Atlantide v’era un regno che dominava non solo tutta l’isola, ma anche molte altre isole nonché alcune regioni del continente al di là: il suo potere si spingeva, inoltre, al di qua delle Colonne d’Ercole; includendo la Libia, l’Egitto e altre regioni dell’Europa fino alla Tirrenia”. Ma se il continente descritto da Platone fosse invece la profetica terra scoperta nel 1492 da Colombo, Atlantide dove si troverebbe?

Video. LOST TRAILER SEASON 1

L’isola più famosa delle serie televisive: Lost. Il trailer della prima stagione di una serie culto che è ruotata attorno alla domanda: “l’isola esiste?” (durata 3 minuti)

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Nèo Giuliana Sias

Giuliana Sias

Bologna