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4. ARTI VISIVE: Pittura - Scultura - Fotografia


"Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore. È un modo di vivere"
(Henri Cartier-Bresson)


Triste dirlo ma l'immagine prevalente è questa: l'artista squattrinato. Se già è difficile campare con la propria arte, per chi sceglie questo comparto diventa ancora più duro. Fotografi, pittori, scultori. Pochissimi riescono davvero a sfondare. Peró c'è anche da dire che spesso quello che basta è poco, a portata di mano di chiunque. Un gesto della mano e si diventa subito culto. A volte basta poco. Come da un piccolo aneddoto si coglie la grandezza di un artista. E qualche segreto utile per trasformare la propria arte nella principale fonte della propria ricchezza.

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Antoin Van Dyck e l'occhio interiore

Da giovane, Antoin Van Dyck soggiornó in Italia per studiare l'arte della pittura. Si fermó anche a Genova dove ebbe modo di conoscere la pittrice Sofonisba Anguissola, ormai ottantenne e cieca, nella casa dei Lomellini. Antoin incontró più volte la pittrice e disse in seguito: "Ho imparato di più sull'arte del colore da questa cieca che da tutti gli altri pittori vedenti".

Domenichino e il padrone piú esigente

Si racconta che Domenico Zampieri detto il Domenichino, fosse un gran perfezionista. Un amico un giorno lo rimproveró:
"Impieghi troppo tempo su un quadro, non fai che ritoccarlo! Se fossi meno pignolo e più veloce nella consegne, guadagneresti molto di più!" "E' vero", ammise il Domenichino. "Ma io ho un padrone molto difficile da accontentare e sempre alla ricerca della perfezione" L'amico allora gli chiese a chi si riferisse e il pittore gli rispose: "Io stesso!"

Giotto e il popolo

Si narra che il re Roberto d'Angió chiese a Giotto di dipingergli il suo reame ed egli lo raffiguró come un asino che pur avendo già un basto sul dorso, ne fiutava un altro desiderandolo. Allora il re gli chiese cosa significasse quel dipinto e Giotto rispose:
"L'asino è il popolo, porta il vostro governo sulla schiena e ne desidera un altro non capendo che sarebbe uguale al vostro".

Il Guercino e la regina

Si racconta che la regina Cristina di Svezia andó personalmente a fare visita al pittore Francesco Barbieri, detto il Guercino, e non appena lo vide gli strinse la mano dicendogli:
"Mi faccia toccare la mano che crea tante meraviglie!"

La flessibilità di Leonardo

Pare che Leonardo da Vinci entró al servizio di Ludovico il Moro non come pittore, ma come musicista. Si dice infatti che quando il Moro bandì un concorso per musicisti, Leonardo vi si presentó e suonó un'arpa inventata da lui. Fu talmente bravo che gli altri partecipanti si arresero di fronte alla sua abilità.

Un grande maestro per un grande discepolo: il Verrocchio e Leonardo

Si dice che il Verrocchio dopo aver fatto raffigurare un angelo in un suo quadro dal giovane Leonardo da Vinci, rimase talmente sconvolto dalla bellezza del dipinto del suo allievo, che disse che non sarebbe mai riuscito a dipingere nulla di tanto bello e pertanto da quel giorno non toccó più un pennello, dedicandosi solamente alla scultura.

(Il quadro in questione è il Battesimo di Cristo del Verrocchio conservato al museo degli Uffizi a Firenze; l'angelo sulla destra dello spettatore è del Verrocchio, mentre quello sulla sinistra è stato realizzato dal giovane Leonardo e qui, già si nota una straordinaria tecnica innovativa)

Il giusto valore: Edouard Manet

Si racconta che un giorno un cliente si presentó da Manet e gli chiese di realizzarli un dipinto che raffigurasse un mazzo di asparagi, offrendogli come ricompensa una somma veramente irrisoria. Manet allora gli rispose:
"A questo prezzo posso dipingerle un asparago solo"
"D'accordo", accettó il cliente.
Fu così che nel 1928 ad un'esposizione che si fece in Francia della pittura di Manet, comparve un quadro raffigurante un solo asparago.

(Il quadro protagonista di questo aneddoto è l'Asparago, ora al Museo d'Orsay di Parigi)

A ognuno la sua arte: Michelangelo Buonarroti

Si racconta che il figlio del pittore Francia fosse molto bello e quando Michelangelo lo vide esclamó:
"Tuo padre è più bravo a fare le figure vere che quelle dipinte".


Scontro di geni: Michelangelo e Raffaello

Si dice che Raffaello amasse molto i suoi discepoli e insegnasse i segreti della pittura vivendo con loro in grande armonia. Egli era sempre seguito da una cinquantina di persone tra allievi e estimatori, i quali a loro volta lo stimavano e amavano. Michelangelo al contrario non voleva allievi, nè amava essere circondato dalla gente e per questo andava sempre in giro da solo. L'astio tra i due grandi maestri è famoso ancora oggi. Sembra che un giorno Michelangelo vedendo Raffaello in piazza San Pietro con al seguito tutti i suoi discepoli gli disse:
"Sembri un capitano con il suo corteo!" E l'urbinate gli rispose:
"Tu invece sei sempre solo come il boia!"

La sfrontata dignità di Raffaello

Si racconta che davanti ai dipinti di Pietro e Paolo realizzati da Raffaello, due cardinali esclamarono:
"Maestro, questi colori sono troppo vivaci"
Il Sanzio risentito da quelle critiche rispose:
"La cosa non dovrebbe meravigliarvi, li ho dipinti così come sono adesso in paradiso, ovvero rossi dalla vergogna, visto che la Chiesa è in così cattive mani!"

L'ispirazione di Murillo

Si dice che Murillo fosse molto devoto e un giorno mentre si trovava in un convento a dipingere un quadro raffigurante Gesù, invece di lavorarlo se ne stava seduto con le mani in mano. Il priore sorpreso nel vederlo non far nulla gli chiese:
"Come mai non hai ancora finito il quadro?"
Il pittore spagnolo allora gli rispose:
"Sto aspettando che Gesù mi venga a parlare".

La pietra filosofale di Rubens

Un giorno un alchimista si presentò a Rubens per chiedergli di prestargli metà della somma necessaria per le sue ricerche sulla pietra filosofale con la promessa di dividere a metà i guadagni futuri. Ruben gli rispose:
"Non ho più bisogno di cercare la mia pietra filosofale, l'ho già trovata" L'alchimista allora gli chiese quale fosse e il pittore fiammingo gli mostrò la sua tavolozza dei colori e i pennelli.

I compromessi di Tiziano

Si dice che Tiziano ogni volta che si recava a dipingere un ritratto dicesse:
"Vado a compromettere la mia reputazione".

Onore alla propria fortuna: Antoine Van Dyck

Si racconta che durante un ritratto che Van Dyck fece alla regina d'Inghilterra, questa gli chiese perchè dedicasse tanta attenzione nel dipingere le mani. Il pittore fiammingo gli rispose:
"Maestà, è da queste mani che spero di avere la giusta ricompensa per il mio lavoro".

Storie e testi tratti da: www.pitturaomnia.com


Video: l'esposizione "Curiosities".

Il lavoro di 8 diversi artisti che condividono la visione comune di collezionare e di trasformare la materia, per investigare e scoprire le discrepanze e le contraddizioni della vita contemporanea.
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Nèo Stefani Mirani

Stefania Mirani

33 anni - Italy
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