Arte e Musica
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1. Videoclip "opere d'arte" della storia della musica

Dall'unione tra Musica e Cinema possono nascere i videoclip.
Fenomeno che ha segnato i nostri tempi in particolare dagli anni ottanta in poi. I videoclip hanno influenzato i costumi, innescando mode e sono un potentissimo strumento commerciale. C'é chi sostiene che la musica pop in realtà sia solo immagine, dove la musica alla fine non é poi così importante. I videoclip sono il trionfo della cultura pop. Ma si possono considerare anche delle forme d'arte? O, meglio, si possono individuare dei videoclip nella storia della musica che in qualche modo possano assurgere allo statuto di "opera d'arte"?
Articolo di Andi Zierde

I 10 VIDEOCLIP CAPOLAVORO DELLA MUSICA

1. Another Brick in the Wall - part 2, Pink Floyd (1979)

Roger Waters mette in scena, nelle tre parti di another Brick in the Wall, tutta la sua rabbia. Più che una canzone é una manifesto. Simbolo della lotta contro ogni forma di oppressione alla libertà. In primis quella dell'istruzione che invece di informare uniforma. È lei, la scuola, il cemento dei nostri muri mentali e sociali. Nel sondaggio di néo tra i neoreporters, Another brick in the Wall é risultato il clip più votato della storia della musica. Segno della voglia sempre attuale di rompere i muri che restano, i muri che impediscono ai nuovi di conquistare le posizioni dei vecchi, ai figli di superare i padri, a chi parte da zero di avere le chance di chi nasce già arrivato. Ma per cambiare le cose non si può attendere che sia il potere a cedere. No, il grido di Waters é che siano i giovani a darsi una svegliata e a lottare per evitare di diventare un altro mattoncino nel muro.

Video: another Brick in the Wall - part 2, Pink Floyd


2. Just, Radiohead (1995)

Video di sapore nietzschiano di un gruppo che sulla scena musicale si é spesso posto al di sopra del bene e del male. C'é un uomo in città che a un tratto si sdraia sul marciapiede. Che gli succede? Che ha? E come andrà a finire? C'é chi ha detto che questo video é un attacco e un ammonimento contro la mediocrità e contro i perdenti. Mostra che chi rinuncia a vivere diventa un catalizzatore anche per gli altri. Che se prestano attenzione a lui, finiranno per ridursi come lui. Ma il video dice anche altro. Mostra quale é il vero virus che porta un uomo a smettere di vivere un'esistenza attiva ripiegandosi su se stesso. Il virus é l'informazione. L'uomo rinuncia a vivere perché ha ricevuto un'informazione. E basta divulgarla ad altri per farli finire come lui. Anche loro sdraiati per terra, anche loro spettatori della vita degli altri, anche loro potenziali diffusori di un'informazione degenerante... Fortuna che i Radiohead stanno in camera loro a suonare e non stanno ad ascoltare.

Video. Just, Radiohead


3. Do the evolution, Pearl Jam (1998)

Quattro minuti per rappresentare quella che potrebbe essere la storia del mondo: dal primo organismo monocellulare al regno dell'uomo. A scorrere le immagini sembra che quella umana più che un'evoluzione sia un'involuzione. Sembra che su questa terra l'uomo abbia combinato solo disastri. Si tratta di un video che a dieci anni di distanza suona maledettamente attuale, rilanciato dalla crisi contemporanea. Si fa finta che sia una crisi solo economica. Ma forse si tratta di qualcosa di molto più profondo. Di una crisi di valori, di una società che si scopre priva di ogni fondamenta. E il finale? Non può che essere quello dell'autodistruzione. Ma può esistere un'altra via di uscita?

Video: Do the evolution, Pearl Jam


4. Coffee & Tv, Blur (1999)

Un cartoncino di latte va alla scoperta del mondo per ritrovare un ragazzo scomparso, la cui immagine é stampata sul contenitore. E che mondo scopre durante la sua ricerca? Un mondo pericolosissimo per un cartoncino di latte: tosaerba, motociclette e tanti piedi che possono prenderti a calci o calpestarti. E poi l'incubo più grande: vedere qualcuno che si beve un cartoncino di latte. Che potresti essere tu! La vita di un cartoncino di latte può finire in un momento.L'immagine culto del video? La si trova dal minuto 2.40. Il cartoncino di latte vede una cartoncina di latte alla fragola, dall'altra parte della strada. É colpo di fulmine! Lui si avvicina a lei e quando é a un passo... Fantastiche le espressioni del cartoncino di latte. Soprattutto quella tipica: spaventatissimo.
Alla fine, happy ending.

Video: Coffee & Tv, Blur 


5. Around the world, Daft Punk (1997)

Around the world around the world... Around the world around the world... Tutto qui. Il testo é solo questo nella canzone più facile al mondo da imparare a memoria. Più che una canzone si tratta di un'ossessione. Una coazione a ripetere magnificamente rappresentata dal video, in cui mummie, robot colorati si muovono in modo ossessivo, su e giù a una scala, al suono di una musica che ripete sempre se stessa...
Un universo di colori, in cui ci si dà da fare come dei pazzi, si sale, si scende, si avanza, ci si muove a scatti, ci si confronta con gli altri, ma alla fine in fondo si rimane sempre al punto di partenza. Ecco perché é piaciuto e piace tanto la canzone e il video. Piace perché replica una delle tipiche attività mentali che sfuggono al controllo dell'Io. L'ossessione. Che é l'esplosione incontrollata di un'ansia di controllo, di programmazione di ogni ambito dell'esistenza. Around the world... Around the world... Un mondo fatto di mummie, di scheletri e di robot colorati che si muovono in circolo... Chi di noi non ha mai provato a fine giornata quella sensazione metallica di vivere come un ingranaggio, di sentirsi come uno dei personaggi di Around the world Around the world Around the world Around the world?

Video: Around the World, Daft Punk 


6. Herbie Hancock, Rock it (1983)

Video manifesto della pop cultura della videomusic degli anni ottanta. La realtà (in questo caso una casa) é abitata da oggetti e manichini che si animano. L'unico essere umano che appare é il musicista, che però non é in casa ma é nel televisore. Un video che esprime lo zeitgeist, quello di credere che la vera vita sia quella della televisione. Mentre la casa é ormai il regno delle macchine e dei manichini. Video che può sembrare divertente, ma che in realtà é agghiacciante.

Video: Herbie Hancock, Rock it  


7. Björk, All is Full of Love (1999)

Due robot si amano in un video che funziona al contrario. Tutto é pieno d'amore. Tutto, anche le macchine amano. Non bisogna neppure essere viventi per provare l'amore. Forse questo il messaggio inconscio: il tipo di amore della nostra società, un amore fatto di movimenti e gesti meccanici, di immagini mutuate dai media, si tratta di un amore che forse é ormai più adatto a dei robot che a degli esseri umani. Comunque sia, l'amore é dappertutto. Anche nelle macchine... Mah?

Video: Björk, All is Full of Love


8. Window in the skies, U2 (2006)

Forse il vero sogno di un cantante. Realizzare una canzone così pop, così maledettamente pop da venire cantata non solo dal pubblico di tutto il mondo. No, molto di più. Così stramaledettamente pop da venire cantata anche da tutti i colleghi, dai più grandi musicisti, perfino da quelli già morti, tutti uniti a intonare window in the skies nel video che segna il momento più alto dell'ego degli U2.

Video: Window in the skies, U2 (2006)


9. Bittersweet symphony, The Verve (1997)

Lui é un vero stronzo. Lui se ne frega degli altri e non si vergogna a mostrarlo. Come ogni vera rock star che si rispetti: dito medio alzato, urla, bestemmie, risse con i fans. Così come Richard Ashcroft, leader dei Verve. Loro fanno musica pop per vendere dischi ma lui no, lui va avanti per le strade di Londra senza spostarsi di un centimetro per evitare chi gli cammina contro. Lui se ne frega di tutti e va avanti sulla sua strada. Lui é davvero cult. Lui é davvero pop. Perché fregandosene di piacere agli altri, piace a tutti.

Video: Bittersweet symphony, The Verve


10. Gobbledigook, Sigur Rós (2008)

Sesso e natura. Forse i temi forti campioni di incasso degli ultimi dieci anni. E che fanno i Sigur Ros, geniale gruppo islandese? In un mondo in cui i video fanno a gara per chi mostra più erotismo, al limite della pornografia, loro battono tutti. E mostrano uomini e donne completamente nudi, in mezzo alla natura. Perché é proprio questo l'aspetto curioso. Come la natura é capace di purificare. E un video che potrebbe sembrare pornografico diventa semplice e puro. Che la natura sia il toccasana per le nostre depravazioni?

Video: Gobbledigook, Sigur Rós (2008)



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Videoclip "opere d'arte" della storia della musica

Alcuni videoclip sono una vera opera d'arte.
Non solo quelli costati milioni di euro e firmati dai registi più in voga del momento. Alcuni video quasi artigianali sono delle vere chicche! La discussione "Il video clip è un'opera d'arte?"
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