Arte e Musica
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3. 4 minuti: momenti musicali di culto al cinema


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4 minuti: La durata classica di una canzone. 120 minuti: La durata classica di un film. . Un abisso, se il parametro della narratività diviene quello quantitativo. Una musica suonata all'interno di un film dovrebbe risultare "annacquata" per la successione di scene e immagini. Ma non sempre é così, anzi. A volte sono proprio quei 4 minuti musicali che colpiscono l'immaginario del pubblico e diventano il simbolo di un intero film. Abbiamo scelto 5 casi, divenuti di culto, in cui 4 minuti musicali hanno sancìto l'identità di film.

5 CULT MUSICAL MOMENT

Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni, 1970

Soggetti e frammenti in libera caduta, colori e materiali che si stagliano su di uno sfondo neutro, come in un'opera pop, come in un dripping di Pollock. É l'esplosione di una villa di Frank Lloyd Wright immaginata da Daria, la protagonista di Zabriskie Point. Il disastro conclude il film di Antonioni che più ha osato dialogare con le altre arti e la musica (indimenticabile la scena d'amore con l'intervento di The Open Theatre). "One of the most extraordinary disaster in modern cinematic history", si diceva nel settanta, per via del totale insuccesso all'epoca. La scena finale dell'esplosione, vero e proprio videoclip ante litteram, é opera del genio del regista, visto che la canzone "Us and them" dei Pink Floyd, che Richard Wright chiamò "The violent sequence", fu rieditata da Antonioni stesso in funzione dell'effetto-dripping.
Un'opera d'arte visuale senza tempo.

Video. La scena dell'esplosione. Finale di Zabriskie Point


La morte a Venezia, Luchino Visconti, 1970

Ancora oggi é possibile ritrovare al Lido di Venezia quell'atmosfera decadente, da nirvana, che tanto ispirò Thomas Mann durante il suo soggiorno del 1911. Certo lo spinse a trasformare quel profondo turbamento che seguì all'incontro con la bellezza assoluta di un fanciullo (Tadzio nella finzione) in un piccolo racconto che é divenuto l'emblema di un'epoca (e del Lido). Si dice che Gustav von Aschenbach fosse figura ispirata in realtà a Mahler, o almeno é quanto Visconti e Badalucco scoprirono durante la stesura della sceneggiatura del film, nel 1970 (il revival de La morte a Venezia proseguiva in quegli anni con l'opera di Benjamin Britten, del 1973). Un tipico caso di rimandi, analogie e corrispondenze tra cinema e musica: gli amanti de La morte a Venezia pensano ad essa rievocando le 103 battute dell'Adagietto della quinta di Mahler, affidate solo agli archi e ad un'arpa. Un record tra tutti i brani di musica classica, perché vi si ritrova la maggiore differenza di durata che é possibile riscontrare fra le varie esecuzioni. Quella scelta per il film ne accompagna ogni fotogramma in una perfetta fusione.

Video. La morte a Venezia, Luchino Visconti, 1970


2001: Odissea nello spazio, Stanley Kubrick, 1968

Tra cinefili, scienziati, storici dell'arte e del design, filosofi e antropologi, il capolavoro senza tempo di Kubrick rappresenta ancora oggi un riferimento imprescindibile. La cui colonna sonora, una delle più celebri della storia del cinema, anziché venire affidata ad Alex North, come era nelle intenzioni originarie della casa di produzione, é diventata una composizione di grandi pezzi di musica classica e contemporanea, tra cui spiccano Johann Stauss jr (Sul bel Danubio blu), Ligeti (Requiem e Atmosphere), nonché Richard Strauss (Così parlò Zarathustra). Quest'ultimo é il tema principale del film, scelto per sottolinearne i punti di svolta, quasi a voler enfatizzare l'importanza di quel sovvertimento dei valori, tratto tipico del pensiero nietzschiano, cui la cultura europea moderna tanto deve. Non si può poi non pensare alla discesa del profeta Zoroastro tra gli uomini, spronati a divenire liberi dai propri limiti, ovvero Superuomini.

Video. Odissea nello spazio, Stanley Kubrick, 1968


APOCALYPSE NOW di Francis Ford Coppola

Le valchirie, leggendarie donne guerriere della mitologia norrena. Nel mito le valchirie prendevano le forme di corvi e planavano sui campi di battaglia per scegliere tra i cadaveri i corpi degli eroi e portarli a combattere al fianco di Odino nel regno dei morti. Ecco come la cavalcata delle valchirie di Wagner diventa colonna sonora del momento in cui altri esseri dal cielo ballano una danza macabra.

Video. APOCALYPSE NOW di Francis Ford Coppola


4 MINUTI

4 minuti. Il tempo in cui una vita in cui tutto é andato storto si rimette in gioco. Rien ne va plus. La pallina inizia a girare. 4 minuti. Una vita strozzata ha un'occasione per rimettersi in riga. 4 minuti. Lei é una giovane criminale, ha ucciso, é stata in carcere, ma ha un grande talento che la porta ad avere una nuova chance, sul palco. 4 minuti per il suo riscatto. Può farcela ma la sua voglia di distruggere non può avere pace. Neppure per 4 minuti.

Video. 4 MINUTI


Focus: Milano

La musica al Milano Film Festival 2010
Da 15 anni a questa parte sono in molti, nel mese di settembre, a frequentare una delle zone più belle del centro di Milano, quella di Brera-Castello-Piccolo Teatro, ripetendo con entusiastico stupore "non mi sembra di essere a Milano!". Merito del Milano Film Festival, grande manifestazione multidisciplinare ideata e promossa con ininterrotta tenacia e passione da Lorenzo Castellini e Beniamino Saibene, giovani milanesi. Cinema, musica e simposi (nel senso più ampio del termine) in e outdoor, ospitati in architetture modulabili anche al parco, quest'anno realizzate dal gruppo EXYZT. Oltre al concorso, che vede 60 film in lingua originale (lungo e cortometraggi) sperimentare un universo di linguaggi complesso ed eterogeneo e, scelta raffinata e insieme popolare, una retrospettiva su Jim Jarmush, é la musica a far la parte del leone al festival. Concerti all'aperto in luoghi strategici presentano le novità dell'underground italiano. Tre anni fa, all'interno del MIFF, é poi nata una vera e propria rassegna che presenta filmati, documentari e quant'altro di tema musicale: si tratta di "Sound Doc - viaggio nella musica", iniziativa che può contare sulla collaborazione con il festival IN-EDIT di Barcellona e con la rivista Rolling Stone di Milano. Una Milano "vibrant" fuori e dentro, come lo era negli anni Sessanta, rivive in queste giornate di creativa sperimentazione settembrina.



turismo.milano.it

Milano Film Festival

A settembre, al Milano Film Festival, torna la rassegna che valica i confini di ciò che è il cinema e ciò che è l'architettura. Città e architetture in video, paradossi metropolitani, personaggi e storie di un mondo reale da ogni parte del mondo. Nell'anno della quindicesima edizione di Milano Film Festival, Jim Jarmusch compie 30 anni di carriera. Quale modo migliore per festeggiarlo se non una retrospettiva completa?

Tutto il programma della rassegna si trova sul Portale del Turismo: www.turismo.milano.it

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