néo: COSA RESTERÁ DEL NOVECENTO?
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1. UN FILM LUNGO CENTO ANNI


1900, il mondo scoppia di salute: l’economia e il progresso tecnologico fanno scintille, nulla sembra fuori portata. Ed ecco il cinema, invenzione accolta con entusiasmo che meraviglia il pubblico. Il ‘900 è il secolo del cinema. Per questo sarà ricordato sicuramente nei secoli a venire. Non solo strumento tecnologico espressivo ma specchio della realtà sociale, precursore di mode, e ideologie, custode di sogni e dell'immaginario collettivo. Rappresentiamo il cammino dell’uomo del novecento attraverso i film culto di ogni decennio.

IL SECOLO DEL CINEMA

INIZIO ‘900: L’UOMO GUARDA ALLA LUNA (VIAGGIO NELLA LUNA - 1902)

Il viaggio dell’uomo nel novecento incomincia guardando le stelle. Il simbolo d’inizio secolo è “Viaggio nella luna”, film francese del 1902, che anticipa tanti temi del secolo e del cinema a venire: gli effetti speciali, il progresso tecnologico, la sfida a nuovi orizzonti. L’inizio del novecento è questo: l’uomo punta alla luna. Ma sulla via verso le stelle si nascondono minacce ed esseri spaventosi. Dalle sembianze umane.

Video. VIAGGIO NELLA LUNA di Melies (Francia, 1902)

Il primo successo planetario della storia del cinema anticipa l’uomo sulla luna (durata: 2 minuti)

ANNI 10: LA PROPAGANDA DI MASSA (NASCITA DI UNA NAZIONE -1915)

Dal decennio della crescita a quello del conflitto. L’uomo non guarda più alle stelle ma si guarda intorno e vede altri uomini. Non più compagni di viaggio, ma concorrenti. E mentre l’Europa vive il dramma della grande guerra, l’America ascolta gli echi del vecchio continente e reclama il primato mondiale della comunicazione, proponendo al cinema La nascita di una nazione: record d’incassi per oltre 20 anni. Gli Stati Uniti raccontano al mondo la loro giovane storia e il cinema si cuce addosso un nuovo ruolo: sveste gli abiti del puro spettacolo e diventa uno strumento di propaganda.

Video: NASCITA DI UNA NAZIONE (THE BIRTH OF A NATION) DI DAVID GRIFFITH (1915)

Il trailer del capolavoro di Griffith, uno dei film più visti nella storia del cinema (durata 2 minuti)

ANNI VENTI: SPERIMENTAZIONE E TENSIONI SOCIALI (METROPOLIS - 1927)

Fine della grande guerra: il mondo si è trasformato. Dopo secoli non è più l’Europa il centro del mondo, ma l’America. Gli anni venti rappresentano una cesura tra un tentativo disordinato di rinascita e l’incubo di una nuova catastrofe. Il film simbolo del decennio è europeo, del paese che è sottoposto alle maggiori pressioni e a cui tutto il mondo sta guardando con speranza ma anche con preoccupazione: la Germania, che mantiene il primato culturale grazie all’espressionismo, alla Berlino di Weimar, alla Dietrich e, soprattutto, a Metropolis. Il film è ambientato nel XXI secolo in una città segnata da una netta divisione classista, con i ricchi sui grattacieli e i poveri nel sottosuolo, e dal dominio della macchina sull’uomo. Curioso che nella versione originale, il film sarebbe dovuto terminare con la distruzione totale della città a causa delle ribellione degli operai.

Video: METROPOLIS DI FRITZ LANG (1927)

Scene di Metropolis: immagini della città, operai al lavoro nella società della macchina, creazione della magnifica donna-robot (durata: 4 minuti)

ANNI TRENTA: LA GRANDE DEPRESSIONE (LUCI DELLA CITTA’ – 1931)

Amore e soldi. Questi i temi dominanti del capolavoro di Charlie Chaplin che apre il decennio che porterà alla seconda guerra mondiale e alla scomparsa del cinema muto. Il cinema degli anni trenta rispecchia la crisi economica che deprime il mondo occidentale: proprio in questo decennio c’è la presa di coscienza dell’importanza del denaro che in un modo (sogno di ricchezza) o nell’altro (realtà di miseria) diventa lo sfondo di tutti i film di questo periodo. Per scongiurare la crisi, si ricercano altri valori: in primis l’amore tra un uomo e una donna, soluzione considerata sempre valida per scongiurare ogni problema. Quando il gioco si farà duro, anche Chaplin verrà utilizzato per fini politici, in quello che è considerato il film simbolo della propaganda americana durante la seconda guerra mondiale: il grande dittatore.

Video: LUCI DELLA CITTA’ (CITY LIGHTS) DI CHARLIE CHAPLIN (1931)

City Lights in cinque minuti. Per uno strambo caso il vagabondo Charlot esce da una limousine davanti a una fioraia cieca che sentendo il rumore della porta che si chiude, lo scambia per un miliardario. E’ l’inizio di una serie di situazioni paradossali che portano Charlot a oscillare tra ricchezza e miseria, il tutto per amore della bella fioraia (durata: 5 minuti)

ANNI QUARANTA: FALSI VALORI (QUARTO POTERE - 1941)

In Europa infuria la guerra. Gli Stati Uniti restano alla finestra a guardare e sfornano il più grande capolavoro del secolo: Quarto potere di Orson Wells. E’ la storia di un uomo che nasce nella miseria più grande ma che risponde alla frustrazione dell’infanzia con un’ambizione sfrenata che lo porta a diventare un grande magnate dell’editoria. Ricchezza e fama però si riveleranno solo dei miraggi e il protagonista morirà disperato e abbandonato da tutti, ripensando alla sola cosa che ha amato veramente: Rosabella, uno slittino che aveva da bambino. Quarto potere lo si può considerare simbolo del paradosso del novecento: un secolo che come nessun altro ha dato possibilità a tutti di raggiungere la più grande ricchezza e il successo sociale ma che forse, come nessun altro secolo, ha accecato così tanto le coscienze di falsi valori, la cui conquista non ha dato felicità, ma delusione e depressione.

ANNI CINQUANTA: I SEMI DELLA RIBELLIONE (GIOVENTU’ BRUCIATA – 1955)

Il cinema ha spesso anticipato i fenomeni sociali. Un esempio è nel film culto degli anni cinquanta: Gioventù bruciata. Il mondo ci riprova: dopo la guerra si lecca le ferite e spinge l’acceleratore. Gli anni cinquanta sono il decennio della rinascita, di un rilancio economico e sociale avvenuto sia in America che in Europa. Forse benessere e felicità sono davvero a portata di mano. Eppure questo film dice altro: mostra una società fasulla, delineando quello che sarà il più grande scontro generazionale del novecento: il sessantotto e la contestazione giovanile. Benessere economico e conquiste borghesi non bastano: i giovani non vogliono bruciarsi nella società del consumo. Vogliono altro, anche se non sanno ancora che cosa. Sono ribelli ma senza causa, come dice il titolo originale del film.

ANNI SESSANTA: PROGRESSO ARTIFICIALE (2001 ODISSEA NELLO SPAZIO – 1968)

Si poteva scegliere Easy Rider, film che proietta sullo schermo il desiderio anarchico di libertà che attraversa il mondo dei giovani alla fine degli anni sessanta. Ma il film capolavoro del decennio è un altro: Odissea 2001, di Kubrick. Il film non si limita a ritrarre un fenomeno evidente, ma a sollevare una questione che mette in discussione le fondamenta della nuova società occidentale. Mentre l’uomo è ossessionato dal progresso e si appresta a conquistare perfino la Luna, Kubrick dice: attenzione, fermi tutti. Siamo in una corsa di cui stiamo perdendo il controllo. Quella che stiamo sviluppando non è un’intelligenza umana: è un’intelligenza artificiale.

Video: 2001 ODISSEA 2001 (2001 A SPACE ODISSEY) DI STANLEY KUBRICK (1968)

Il computer Hal si ribella e inizia a raccontare la sua storia e a regredire al suo stadio infantile (durata: 3 minuti)

ANNI SETTANTA: VIOLENZA E CONTROLLO SOCIALE (ARANCIA MECCANICA – 1971)

Perché si sta dando il governo alla macchina? In qualche modo è lo stesso Kubrick a rispondere, con l’altro suo grande capolavoro: Arancia Meccanica. Il motivo è la violenza: l’uomo lasciato libero pare che non abbia altro da fare che uccidere e distruggere. Sembra così. Ma il film di Kubrick va più a fondo, mostrando che in realtà la violenza dei giovani non è la causa della rovina delle nostre società, ma è un effetto. Un effetto voluto, innescato dalla società stessa che attraverso la violenza di alcuni, può intervenire aumentando controllo e manipolazione del pensiero. Anche perché il cervello sarebbe come una macchina azionata da meccanismi a orologeria. E’ una tesi che verrà rilanciata nei decenni a venire, quando a molti diventerà evidente come la paura e il terrore siano i principali mezzi per assoggettare la mente al potere sociale e politico.

Video: ARANCIA MECCANICA (A CLOCKWORK ORANGE) DI STANLEY KUBRICK (1971)

Il trailer del film per il mercato americano (durata: 2 minuti)

ANNI OTTANTA: LA SOCIETA’ DEI REPLICANTI (BLADE RUNNER – 1982)

Il cinema degli anni ottanta ha prodotto una successione di testimonianze, che bastano poche scene per identificare immediatamente un film con quel decennio. Film muscolari come Rambo o Top Gun, sono la celebrazione di un decennio di eccessi, di ambizioni sfrenate. Eppure ancora una volta si tratta di fotografie di fenomeni e di un’ideologia lampante: lo specchio di un decennio che li rende ormai oggetti d’antiquariato appena un decennio dopo. Invece il film culto del decennio che sopravviverà nel futuro come una pianta sempre verde non può che essere lui: Blade Runner. E il tema è più profondo della reaganomics, della guerra fredda, degli yuppies. Il tema è ancora quello dell’uomo e del suo ruolo nella società. Siamo uomini o replicanti? La risposta è ambigua, ma a furia di perdere umanità, forse saranno i replicanti a essere più umani degli umani.

Video: BLADE RUNNER DI RIDLEY SCOTT (1982)

Los Angeles, Novembre 2019. Inizia la caccia ai replicanti: il testo che spiega l’antefatto

ANNI NOVANTA: DI TUTTO UN PULP

E’ il momento di chiudere un secolo. Un viaggio che è partito puntando alla luna ma che si è rivelato terribilmente accidentato. Guerre, scontri, progresso, conquista e perdita di un potere immenso. Trasformazioni epocali avvenute nello spazio di un decennio. E allora quale mettere come film di chiusura del novecento? Quale film culto che non solo contiene il senso dell’ultimo decennio, ma forse quello dell’intero secolo? Si poteva prendere Matrix, che uscito nel 1999, ancora rilancia il problema della società della macchina, i falsi valori che rendono gli esseri umani tutti uguali, dei mister Smith pronti a difendere la società fasulla dagli attacchi dei diversi. Si poteva chiudere con Matrix ma scegliamo un altro film: Pulp Fiction. Forse è questa la fotografia di un secolo. Un secolo che a metterlo tutto insieme un po’ assomiglia a una storia pulp, apparentemente senza un senso, dominata da sprazzi di violenza controllata e di storie assurde, tanto tragiche da far sorridere.

Video: PULP FICTION

Una delle scene più pulp di pulp fiction: il ballo Travolta-Thurmann

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