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2. IL FUTURO: DALLA FINE DEL WEB A QUELLA DEL MONDO


Chi ucciderà il web? Quando finirà il mondo? Una rassegna di alcuni scenari apocalittici, con in mano il giornale del futuro: che cosa si leggerà il 10 ottobre 2031?

L' “INTERNET DELLE COSE”

Come vivremo fra qualche decennio? Le nuove tecnologie ci permetteranno di vivere meglio, o più in generale di ottimizzare i tempi? Gli scienziati hanno scoperto che anche la nostra mente sta subendo un'evoluzione: il nostro cervello diventa sempre più multitasking, adattandosi a svolgere diversi compiti contemporaneamente per sostenere l'eccesso di informazioni della società in cui viviamo. In un futuro prossimo ci ritroveremo immersi in quello che viene chiamato “Internet delle cose”, ossia gli oggetti che fanno parte della nostra vita saranno sempre più interconnessi tra loro. Un computer, costituito da sensori disseminati nell'ambiente in cui viviamo, metterà in rete gli oggetti di uso quotidiano, collegandoli a mobili e tecnologici che usiamo abitualmente.

Video: DUE MINUTI NEL FUTURO (2 minuti)

Una tipica giornata nel futuro: ecco cosa ci succederà mentre ci laveremo i denti la mattina o quando saremo al lavoro.

LA FINE DEL WEB?

Il 14 Novembre 2011 migliaia di internauti si sono riuniti al Tempio di Adriano di Roma per festeggiare il ventesimo compleanno del web, in compagnia del suo papà, Tim Berners-Lee, l’inventore del linguaggio HTML. Eppure due anni fa Chris Anderson, osservando l'evoluzione degli scenari digitali, aveva aperto un numero di Wired con il titolo provocatorio: “Il web è morto”. Dobbiamo festeggiare oppure prepararci al suo funerale?

Video: WIRED MAGAZINE IS DEAD (2 minuti)

Il giornalista Jesse Brown ironizza sul titolo di Wired, affermando che in passato la rivista ha predetto la morte di molte altre cose che invece esistono ancora, dalla privacy alla carta stampata.

LE ASSASSINE DEL WEB

E se il direttore di Wired non si fosse sbagliato, chi sarebbe l'assassino del web? Sarebbero le “app” che popolano gli smartphone, che stanno pian piano sostituendo la navigazione tradizionale attraverso il browser, perchè sono più funzionali e ordinate, anche se spesso a pagamento. Non è quindi tanto il web a morire nel vero senso della parola, piuttosto cambia il modo attraverso cui gli utenti usufruiscono di Internet. E' difficile prevedere esattamente cosa accadrà in futuro: siamo nel bel mezzo di questo passaggio, quello che è sicuro è che questa trasformazione avrà delle profonde conseguenze per chi produce e distribuisce contenuti.

LA FINE DEL MONDO?

Se invece del web fosse il mondo a finire? Antiche profezie di popoli diversi indicherebbero congiuntamente il 21 Dicembre 2012 (21/12/2012) come possibile fine del mondo. Secondo il calendario Maya questa data segnerebbe la fine di un ciclo della Terra. Ma precisamente di che evento epocale si tratta: una vera e propria catastrofe o piuttosto una trasformazione spirituale? Gli esperti hanno più volte precisato che non c’è alcun fondamento scientifico. Eppure secondo alcuni studiosi la famosa data del 2012 coinciderebbe stavolta con un evento naturale che porterà la Terra a invertire il suo senso di rotazione e quindi i poli magnetici, con gravi conseguenze di carattere meteorologico e sismico. Nel corso della storia l’uomo ha preso appuntamento con la fine del mondo più volte, appuntamento finora che è sempre stato rimandato.

La prima fine del mondo che si narra doveva essere il diluvio universale. Ma grazie all’accortezza di Noé l’uomo ha schivato il pericolo, insieme a tutti gli animali, Leocorno escluso. Altra celebre fine (mancata) del mondo è scoccata nell’anno 1.000, sulla suggestione di un verso della Bibbia che parla di: “mille e non più mille”. Per scongiurare la maledizione alle soglie della data funesta si dice che sia stato nominato papa Silvestro II, esperto di magia e di pratiche occulte. Altre celebri fini del mondo dovevano essere: il 1260 (per i 1260 giorni dell’Apocalisse), il 1836 (18 giugno), il 1967 (anno della catastrofe mondiale) e il 1999, pronosticato da Nostradamus. L’ultima fine del mondo recentemente scongiurata è scoccata il 21 maggio 2011, esattamente 7.000 anni dopo il diluvio universale, secondo i calcoli di un anziano pastore protestante. E se si sopravvivrà anche alla profezia dei Maya? C’è da stare poco sereni, perché fioccano altre date: la fine arriverà nel 2060 secondo Newton, il 2240 per la Kabbalah, il 2880 per l’arrivo di un’asteroide. E se ce la caveremo ancora, il colpo di grazia arriverà certamente nel 3797 con l’ultima profezia di Nostradamus. Chi vivrà, vedrà.

Video: EVENTI PROIETTATI DAL 2008 AL 2055 (2 minuti e 40)

Videoclip tratto dal film “The Age of Stupid”, illustra gli eventi come se fosse stato realizzato nel futuro e parlasse delle calamità naturali e dei cambiamenti climatici della Terra avvenuti in passato

IL GIORNALE DEL FUTURO

Prima di viverlo, c’è chi il futuro prova a raccontarlo. Come il curioso caso della testata di free-press Metro, che ha raccolto le previsioni futuristiche scritte dai suoi lettori e ha realizzato una vera e propria versione di un giornale del futuro datato Venerdì 10 ottobre 2031, anche se ancora nel vecchio formato cartaceo. Alcune idee proposte dai lettori sono state molto interessanti e verosimili, altre francamente meno. Ma la parte più divertente di tutto ciò è stato forse il fatto che molte persone non si sono accorte subito della particolarità di quel numero. Così sono stati tanti i pendolari che di prima mattina, ancora un po' assonnati, si sono interrogati su cosa stessero leggendo, con gli sguardi persi fra i vagoni della metropolitana

Sito: Metro 2031
newsin20years.com/it

Quali sono le notizie del 2031? Si va dall'annuncio della nuova creazione dell'Apple iMe, microchip che permette la localizzazione delle persone, fino a quello del primo uomo che ha partorito un figlio grazie ad un utero artificiale. Un referendum segnerebbe invece la fine dell'Unità d'Italia e la nascita di due stati, Padania ed Etruria, mentre continuerebbero ad esserci ritardi e continui disagi per i pendolari, anche con i servizi di teletrasporto.

Video: 2011 ODISSEA NELLO SPAZIO (3 minuti)

Come tutto ebbe inizio. Il film simbolo della relazione tra passato antico e futuro prossimo: dalle scimmie ai robot. Unica costante: il monolito nero. E la musica di Richard Strauss

Nèo Federico Sciascia

Federico Sciascia


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