néo: LE CAPITALI DEI GIOVANI
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4. YOUNG NETWORKS: LA RETE ERASMUS DI ESN


ESN è una sigla conosciuta da tutti gli universitari europei. Erasmus Student Network è, infatti, un’associazione non-profit fondata a Copenhagen nel 1989 e riconosciuta dalla Commissione Europea. L’organizzazione fornisce a tutti gli studenti internazionali in arrivo, un aiuto pratico nei loro primi giorni “in scambio” e, con il passare del tempo, un punto di riferimento, un ricordo da tenere sempre nel cuore.

INTERVISTA Carlo Bitetto Presidente ESN Milano Statale

“Students Helping Students” è questo il motto dei ragazzi dell’ESN. L’associazione ha sedi in tutte le principali capitali universitarie dell’Europa. Al momento si contano circa 350 sezioni in 34 paesi. I suoi confini spaziano dall'Islanda alla Turchia, dal Portogallo alla Lituania, dalla Norvegia all'Ucraina; oltre 12.000 membri attivi lavorano da volontari, fornendo servizi a circa 150.000 studenti.

Per capire il lavoro e lo spirito di ESN abbiamo intervistato Carlo Bitetto, presidente ESN Milano Statale.

Perché fare l'erasmus?
Fare l'erasmus e scegliere di farlo non è facile. Lo studente universitario italiano, purtroppo, al giorno d'oggi, non possiede ancora una mentalità davvero "europea". Sono pochi gli studenti nostrani a fare questa esperienza. Secondo una comunicazione della dott.ssa Clara Grano dell'Agenzia LLP del mese di ottobre 2010, il nostro Paese si trova addirittura a dovere restituire alla Commissione europea una parte - minima, ma pur sempre una parte - delle borse di studio erogate che dovrebbero andare a vantaggio degli studenti in scambio presso un ateneo estero. Inutile dire che alla luce della mia, e della nostra esperienza come ESN , ciò è assurdo.

Spiegare perché si faccia domanda erasmus non è semplice. Forse perché si ha voglia di fare un'esperienza diversa o perché si crede che l'erasmus sia una vacanza. Niente di più sbagliato è mai stato detto. Trovarsi in una città dove non si conosce nessuno, dove magari si vive anche per la prima volta da soli, dove ci si trova a gestire il piccolo patrimonio per arrivare alla fine del mese, non assomiglia troppo al concetto di vacanza. Assomiglia al concetto di crescita personale. Prima di fare l'erasmus avrei tentennato al solo pensiero di fare un colloquio di lavoro fuori dalla mia Provincia di residenza. Ora, dopo il mio erasmus di un anno a Pamplona, nel freddo nord spagnolo, posso dire che sarei pronto a partire anche per andare dall'altra parte del mondo e sarei in grado di ambientarmi in un lavoro con colleghi e superiori che non parlano la mia lingua. Chi non fa l'erasmus rimane fermo. Come direbbe qualche noto marchio commerciale, non mette le ali.

Il ricordo più bello da studente erasmus?
I ricordi più significativi del mio erasmus sono legati alla convivenza con un coinquilino di Taiwan. Entrare in contatto con una cultura totalmente diversa, per alcuni lati incomprensibili, a volte anche suggestiva, è qualcosa che solo l'erasmus può spiegare. Vedere Tai Ying, il mio coinquilino, venire a trovarmi a Milano per Pasqua e guardare me e la mia famiglia esterrefatto e con occhi sognanti quando tiriamo fuori il maxi uovo di cioccolato non ha eguali. "Da noi non si fa nulla di tutto ciò, conosciamo solo quello di gallina, di uovo" mi diceva. Trovarsi a dovere gestire situazioni nuove in un paese estero, dove si comunica in una lingua nuova è semplicemente una scuola di vita. Per non parlare poi del peso sul curriculum. Se un datore di lavoro legge la parola "erasmus" la intende come "capacità di adattarsi a qualsiasi situazione". Un bel punto di partenza, direi.

Quando finisce l’erasmus cosa succede?
Bhè, dopo l'erasmus c'è ESN. Erasmus Student Network è l'unica associazione no profit supportata dalla Commissione Europea che fornisce servizi agli oltre 150.000 studenti in scambio presso i vari atenei europei, di cui oltre 2.000 nella città di Milano. Rientrato dal mio erasmus a Pamplona ho cercato ESN e per fortuna l'ho trovata; volevo leggere Milano con gli occhi dello studente internazionale, che vede cose diverse dalle sue, che critica ed ha spirito critico, perché può fare paragoni. Un'associazione di studenti volontari che s'inventa ogni diavoleria per rendere ottimale il soggiorno a Milano degli studenti incoming. Il motto students helping students, da solo, non spiega cosa sia ESN. Partecipare ad ESN e alla sua crescita vuol dire rinunciare spesso a ore di studio, di svago, e a volte perfino agli affetti, per organizzare al meglio quei servizi che possano fare sentire a casa quegli studenti che vivono a centinaia (e a volte migliaia) di kilometri lontani dal loro Paese. Per gli erasmus che si trovano in Italia spendiamo notti al computer, ore di code agli sportelli, riunioni dopo i corsi o dopo 8 ore di lavoro, e perfino qualche tappa in ospedale, quando uno studente straniero si sente poco bene durante una gita. A volte si può essere così convinti della mission da ricoprire una delle cinque cariche del consiglio direttivo locale, come accaduto a me, che, innamoratomi della causa, mi sono candidato a presidente dopo pochi mesi di militanza. Divertimento insieme agli erasmus e anche tanti sacrifici.

FOCUS: ERASMUS DI MILANO A BERLINO

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