Néo: LE 5 DOMANDE PIU’ IMPORTANTI DELLA MIA VITA
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1. CHI SONO?


A tutti capita di avere dubbi davanti a una decisione importante. Ma come faccio a scegliere cosa è meglio per me, se non so prima di tutto chi sono io?

“Una parte dell'energia dell'universo che di volta in volta si materializza sotto forme diverse.” Letizia, 45 anni

La risposta di Letizia mi ha fatto tornare indietro nel tempo, alla prima volta che ho riflettuto sull’esistenza. Avevo 12 anni ed ero in macchina coi miei, una sera di ritorno da una visita a mia nonna. Era il periodo di Natale e stavo guardando fuori dal finestrino: le luci, la notte e tante stelle, strano perché in città non si vedono quasi mai.

Quando ho guardato il cielo mi sono sentita piccolissima e mi sono chiesta cosa poteva esserci al di là, cosa poteva esserci dopo il cielo. Ero triste, perché allora il periodo di Natale mi metteva tristezza e mi chiedevo: se non avessi avuto una famiglia, delle persone su cui contare, gli affetti, Dio, cosa mi sarebbe rimasto? Se fossi stata solo io, senza nessuno, come avrei potuto farcela? Sola con me stessa? Impossibile, sarei stata debole e triste.

Quel pensiero mi aveva dato fastidio perché portava un senso di vuoto e smisi di pensarci. Smisi perché tanto avevo una famiglia, gli affetti, Dio, le amicizie. Tante figure pronte a rispondere alle domande, pronte a farmi sentire al sicuro, su cui fare affidamento nei momenti di debolezza.

Ma allora, io sono io oppure io sono chi mi circonda? Perché la mia identità ha bisogno di quella degli altri, per diventare più forte? Così come il lavoro: può essere la mia professione a rappresentare il mio essere? Perché devo fare affidamento alla famiglia, al lavoro, a Dio e non a me stessa per definire quello che sono e come aiuto per superare le difficoltà?

Per questo Letizia offre uno spunto interessante: se cerco sicurezza in chi ci circonda, è come affidare la mia identità a qualcosa che è fuori da me. Qualcosa che forse mi priva del mio essere. Forse sono altro, non sono chi mi circonda, non sono il mio lavoro, ma forse sono qualcosa di simile a quelle stelle che mi meravigliavano da piccola. Forse io sono davvero una goccia di energia dell’universo che ha preso forma con questo corpo, su questa terra, in questo momento. Una goccia che ha al suo interno la forza dell’intero universo…

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“Posso solo dire di esistere”. Luca, 46 anni

“So il nome che ho, so dove vivo e so cosa faccio. Non so sempre il perché. Il sapere, il dire e il farsi dire, l'avere non è essere, ma un tentativo di dare senso all'essere. E quando si sogna? Sono io o è in quella breve fase che precede il risveglio che comincia l'illusione dell'io? Posso solo dire di esistere.” Luca, 46 anni

Veramente, come dice Luca, possiamo solo dire di esistere? Forse è così se la nostra vita è uguale a tutta quella degli altri. Ma perché dobbiamo accontentarci solo di questo? Perché ci accontentiamo di dire: “Se lo fanno tutti perché io non lo dovrei fare?” Se presi tutti insieme siamo tutti uguali, ci svegliamo al mattino, mangiamo, andiamo a scuola o al lavoro, ci innamoriamo, ci arrabbiamo, andiamo alle feste o alle cene, andiamo al mare e in montagna, festeggiamo Natale e Capodanno, conosciamo persone nuove, prendiamo casa, ci sposiamo e abbiamo figli, facciamo la spesa, comunichiamo con l’Iphone, Facebook…in pratica viviamo tutti la stessa vita. Se la mia vita assomiglia a quella degli altri, allora io chi sono?

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La droga, il sesso, i soldi sporchi, l’alcol, i casini con gli amici e le ragazze, rinunciare a questo e decidere di mettere la testa a posto. Ma cosa vuol dire mettere la testa a posto? Scegliere una vita come quella di tutti?

“Un puntino nero su una tela bianca.” Lorenzo, 27 anni

Questa è difficile, me la sono fatta spiegare: “bisogna vedere la tela bianca come il mondo. Siamo in 6 miliardi sulla terra, un’enormità, pensa alla pochezza della singola persona. Presi uno a uno siamo solo un puntino. Ma sta ad ognuno di noi diventare grandi: e abbiamo un’intera tela bianca a disposizione”. Wow! Alle parole ”sta a te diventare grande”, mi sono illuminata, ho sentito così tanta forza dentro, così tanta voglia di essere che forse è questa la risposta a “chi sono io”.

Forse noi siamo chi decidiamo di essere. La vita offre infinite possibilità che sta a noi cogliere e trasformare. Forse io sono ciò che decido di essere attraverso ciò che faccio, io sono le mie azioni del passato, io sarò ciò che farò, io sarò il pittore del quadro della mia vita, un quadro che per ora è solo tela bianca attorno a un puntino.

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“Io sono io. Nessun altro è come me” Marco, 31 anni

Nessun altro è come me. Io sono io. Ma io chi? La domanda continua a girarmi attorno. Forse io sono proprio ciò che mi rende diverso dagli altri. Si cerca di diventare come gli altri proprio quando dovremmo fare l’opposto: è il diverso che abbiamo che si avvicina a ciò che siamo. E’ così?

Forse io sono una goccia dell’”energia dell’universo”. Forse io sono “La fase che precede il risveglio e comincia l’illusione dell’io”. Io sono ciò che voglio, che decido di essere. Io sono il pittore sulla tela della mia vita. Uno dei libri di maggior successo in Germania degli ultimi anni si intitola: Io chi sono? E soprattutto quanti sono? La risposta alla domanda forse è questa: devo capire tra i tanti io che esistono dentro di me, la mia volontà, come mi vedono gli altri, l’io della mia memoria, tra tutti questi e altri io che esistono in me, io devo trovare quello vero, il mio io autentico. Forse ci riuscirò, forse no e la mia domanda non avrà mai una sola risposta. Ma forse ciò che è più importante è di fare me stessa, più che di trovarla. Chissà, forse è così.

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Non è chi sono, quanto quello che faccio che mi qualifica

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