Néo: LE 5 DOMANDE PIU’ IMPORTANTI DELLA MIA VITA
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4. LA VITA E’ BELLA O BRUTTA?


La vita è bellissima è stata la risposta di tutti. Perché allora spesso sembra che le cose non vadano come dovrebbe andare? Perché ci lamentiamo, ci sentiamo tristi e la nostra vita non ci piace? Perché se pensiamo alla vita a volte ci coglie angoscia e paura di ciò che potrebbe accadere?

“Bella! Decisamente bella stronza (a volte) come canta Masini!!!” Simona, 26 anni

Anch’io ho sempre creduto che la vita un po’ ci metta del suo. Ci sono state delle volte in cui potevo fare qualsiasi cosa ma niente, se doveva andare in un modo, così andava. Allora mi arrabbiavo, davo la colpa agli altri, davo la colpa a chi non c’entrava niente e non era mai colpa mia. Non mi sentivo felice perché chi stava insieme a me non mi rendeva felice, non ottenevo il massimo perché il prof mi faceva delle domande troppo difficili. Non riuscivo a vincere perché gli avversari erano troppo forti oppure l’arbitro era un incapace. Senza parlare della sfortuna e del destino. Una congiura. Vivendo così è facile dare la colpa agli altri. E’ facile pensare che sia colpa della vita. E’ facile perché così evito i sensi di colpa o evito di mettermi in discussione, pensando di essere stata io l’artefice della mia sconfitta. E allora se accade qualcosa che mi fa male, è sempre opera della sfortuna, degli altri? Oppure potrebbe essere colpa mia? Forse è più corretto dire responsabilità mia. Ravi Shankar scrive che il segreto della felicità è sentirsi responsabili di tutto. Oppure, come è detto in Big Fish “Tanto più una cosa è difficile tanto più grande è il premio finale”. La vita ha la libertà di essere quello che in realtà è di per sé. Io ho la libertà di sentirmi responsabile di qualsiasi cosa e attribuirne a me il merito o la colpa. Questo è un rapporto decisamente stimolante perché assumendomi tale responsabilità mi assumo anche il compito di dover far andare tutto per il meglio. Come potrebbe la vita essere una bella stronza se sono stata io ad averle dato la possibilità di esserlo?

Video: Kung Fu Panda- Today is a present (1 minuto e 37)


“La vita è la vita. E' bella perché è anche brutta. Ne percepiamo la bellezza soprattutto in contrasto con il suo opposto (la bruttezza).” Marina, 41 anni

Che la vita sia bella non è un dato scontato. Come primo approccio mi viene da pensare che sia stupenda, ma mettendosi nei panni di altre persone e in altre fasce d’età forse il quadro si tinge di nero. Se penso a una bambina la vita mi sembra durissima: mi fanno sempre piangere, mi portano via il mio orsacchiotto, non mi comprano la barbie e mi fanno mangiare il minestrone al posto di pane e salame. Si! Deve essere proprio così perché quando ero piccola e dovevo mangiare il minestrone mi ricordo che urlavo di voler diventare grande per mangiare sempre quello che volevo. Sempre gli altri a decidere per me. Durissima. Così non va proprio. Allora si passa all’adolescenza. Lì cominciano i casini. Se si fa parte dei più fighi la vita è una favola, capitano della squadra di calcio fidanzato con la più bella della scuola, il sabato all’oratorio, la sera al cinema nell’ultima fila e la domenica la partita. Però poi la stagione passa e se non si è più il capitano e se la ragazza della scuola viene soppiantata da un’altra? Questi sono problemi. Se si fa parte dei secchioni è tutta un’altra partita: lo sport non è il nostro forte, la ragazza più bella non ci filerà mai, ci prendono in giro, ci escludono. Il mondo ce l’ha con gli adolescenti, i loro sogni e il loro modo di vestire, i capelli e la musica. Neanche questa fase della vita è un periodo facile. Dopo l’adolescenza c’è la maturità, si studia, si cerca lavoro e si cerca di mettere la testa a posto, tutto in salita e sempre molto impegnativo e difficile. Fino a che si diventa genitori e lì le parti s’invertono. Quello che vivono i figli adesso lo devono rivivere anche loro, per la seconda, terza, quarta volta? La vita è un vero casino. Un cerchio continuo che si ripete, le emozioni, le tappe, le sconfitte e le vittorie. Tutto scorre, torna e si ripete. Che si può fare? La vita è la vita.

Video: The Life (5 minuti)


“La vita è sua.” Il Maggiordomo, L’Ultima Possibilità

Questo era il problema della mia vita fino a poco tempo fa. Il fatto di vivere senza rendermi conto che non stavo vivendo la mia vita. Dei progetti che non erano miei, sogni che non mi appartenevano, abitudini che mi mettevano a sedere in silenzio. Accettavo tutto e tutto era magnificamente perfetto. Perfetto?!? Ottima famiglia, ottimo fidanzato, ottimi amici, coppie, feste, cene, sabato sera, vacanze estive, capodanni, auguri e complimenti. Una vita perfetta, una vita che sembrava piacere a tutti, una vita in cui tutto nel quadretto aveva il suo posto occupato e a vederlo da fuori stava molto bene. Una vita che in realtà mi stava sfuggendo dalle mani, anzi dall’intero corpo, come se ogni azione fosse qualcosa di automatico, come camminare o sbattere le palpebre. Una vita che non era la mia. Questo è il dettaglio che mi era sfuggito. La vita è di tutti ed ognuno deve farla propria. Io non la stavo vivendo in quanto tale. Rispondevo a uno schema ben definito rendendo orgogliose le persone di quella che era la mia vita, senza rendere orgogliosa me. Mi resi conto di questo quando ho iniziato a fuggire. Come fa l’acqua quando trova un piccolo spazio, ci si ficca dentro, trova la strada fino a quando spacca tutto e può scorrere tranquilla. Io avevo trovato quel piccolo spazio che mi permetteva di evadere da quella realtà perfetta. Ma non potevo continuare a scappare. Non potevo continuare a vivere la vita di qualcun altro. Dovevo scegliere. O una vita perfetta, al sicuro nei miei stereotipi. La scelta più facile perché è la scelta comune. O cambiare me stessa. La cosa più difficile del mondo, ma anche quella più affascinante. Quella è stata la mia scelta che mi ha portata a pormi davanti alle domande di questo numero che sto curando. E che mi fa capire di essere all’inizio di un percorso che può essere duro, misterioso e pericoloso, ma almeno rappresenta una possibilità di evitare l’inferno di una vita non vissuta. Forse è questa la risposta: il problema non è se la vita è bella o brutta. Il problema è non saperla prendere. Di recente ho letto questa frase bellissima di Antonio Meneghetti, fondatore dell’Ontopsicologia: “Certe persone hanno talmente paura di cambiare che preferiscono morire”. Ecco, io non so che cosa farò e dove mi porterà la vita. Ma una cosa la so di sicuro: preferisco cambiare che morire.

Video: Le persone hanno troppo paura per riuscire a pensare in modo diverso (1 minuto e 40)


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