Néo: LE 5 DOMANDE PIU’ IMPORTANTI DELLA MIA VITA
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5. COME SI FA A ESSERE FELICI?


Felicità, è un bicchiere di vino, con un panino, è la felicità (Al Bano e Romina Power). Mah…

“Se domenica sera riesco a uscire con quella ragazza potrei essere felice.” Stefano, 26 anni

Qualche anno fa nel mio blog ho dedicato questo a una persona: “…un bagno insieme, un viaggio in treno, una sera sushi&love, una notte con la finestra aperta e il rumore della pioggia, un divano e un film, un sorriso e una lacrima, un’intera notte a fare l’amore, un giorno per le vie di Roma, una mattina insieme a colazione…” e avevo intitolato l’articolo: f e l i c i t à. Mentre scrivevo ero contenta, ma sentivo che mancava qualcosa. Possibile che una persona può essere felice soltanto attraverso un’altra? Tutte le nostre energie concentrate per il bene di qualcun altro. E il risultato qual è? Siamo davvero sicuri che amare un altro renda felici? Se così fosse sarebbe questa la soluzione valida per tutti. E invece dove prima c’è l’amore, la passione, il vivere per l’altro, come effetto finale quello che trovo sempre è la noia, l’ipocrisia, il rimpianto per il tempo perduto e per ciò che era ma che ora è scomparso. Forse è proprio questo ciò che è sbagliato nell’amore: cercare un altro per essere felici, cioè avere bisogno dell’altro perché siamo incapaci di essere felici. Se l’amore è bisogno, può dare vera felicità? E’ buffo che da quando nasciamo fino a quando moriamo la maggior parte delle persone tendono a cercare sempre l’appoggio di un’altra. Alle elementari mi ricordo che si andava sempre in bagno in due, a fare shopping si va in due o in gruppo, a cena quasi sempre accompagnati, in vacanza se non c’è nessuno che può venire con noi, si parte coi viaggi di gruppo organizzati. Perché non riusciamo a essere felici da soli con noi stessi?

Video: Runaway Bride (2 minuti e 43)


“Come nn lo so, se vuoi ti posso dire come complicare ogni singola situazione!” Simona, 26 anni

Quando ho letto questa risposta mi è venuto da ridere. Perché in realtà capita anche a me. E’ difficile trovare il modo per essere felici. Ma è molto facile trovare dei modi per rovinarmi la vita. La tristezza è sicura, mentre la felicità è incerta: spesso ciò che credevo mi desse la felicità si rivelava semplice illusione. Ad esempio, quando credevo che l’amore portasse la felicità mi ritrovavo più spesso a soffrire che a essere davvero felice. Oppure quando desideravo cose o speravo in situazioni, scontavo spesso la frustrazione. Così come dipendere dalla felicità degli altri, mi faceva soffrire ogni volta che li vedevo tristi. Credo sia davvero difficile essere felici. Forse perché sbagliamo in partenza: per essere felici rincorriamo valori che in realtà sono illusioni. La definizione di felicità che ho sentito più mia è una frase di A. Baricco: “Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai...” Uno dei modi per essere felici è quindi seguire i nostri desideri autentici? Non lo so. Però so che quando desideravo qualcosa con tutta me stessa e riuscivo ad ottenerla ero veramente felice.

Video: La ricerca della felicità (1 minuto e 47)

Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.

“Ecco tre azioni per me imprescindibili: Comprendere la natura del proprio daimon. Accettarla e rispettarla. Realizzare le aspirazioni del daimon nell'arco della vita.” Letizia

“Realizzare le aspirazioni” trovo questa parte della frase veramente bellissima, ci trovo anche un lato rivelatore. Il termine realizzare mi piace perché lo intendo come la necessità di far divenire reale qualcosa che ancora non lo è, magari è solo un’idea, qualcosa di astratto che ancora deve compiersi. Mi ricordo quando una volta mi è stato chiesto di scegliere 10 cose che mi avevano fatto sentire felice. Al momento, vuoto. Poi ho iniziato ad elencarle e mi ha stupito il fatto che su 10 la maggior parte riguardava qualcosa legata alla riuscita nel lavoro o nelle mie passioni, quelle piccole cose in cui mi sentivo veramente felice erano quelle cose che amavo fare e in cui c’era tutta me stessa. Tipo la laurea, il raggiungimento di un obiettivo che pensavo impossibile, la realizzazione di qualcosa di creativo o il primo lavoro richiesto da un cliente. Mi ricordo che in quei momenti ero davvero felice. Perché ero riuscita a raggiungere degli obiettivi, ero riuscita in attività che mi piacevano e alle quali dedicavo anima e corpo. Ero felice proprio perché avevo realizzato le mie aspirazioni di quel momento. Forse può anche essere questa la felicità. Può essere la soddisfazione che deriva da quello che facciamo, da quello che amiamo fare. In un percorso individuale e originali. Dove gli altri non sono strumenti di felicità, ma compagni di felicità.

Video: Alice in Wonderland (3 minuti e 05)

“Volevo chiedere che strada devo prendere. Bè...tutto dipende da dove vuoi andare. Veramente importa poco purchè io riesca. Allora importa poco che strada prendi..."

MBA


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