Néo: INTERNATIONAL STARTUPPERS
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NON CREDO ALLE SCORCIATOIE, ALLE “BOTTE DI CULO” O AL VITTIMISMO


Marco Ferrari – CEO and Chairman di Zodiak Active

Classe ’72. Nel settembre del 2000, durante una cena tra amici di un locale del milanese prende la decisione di mettersi in proprio ed insieme ad altri due soci fondano Neo Network, società di produzione di contenuti per tv, telefonia mobile e web. Dal 2007 Neo Network viene incorporata in Zodiak Active, divisione di Zodiak Media (Gruppo De Agostini), tra i principali produttori di contenuti al mondo, con un fatturato di circa 600 milioni e un network globale di 45 società attive in 20 paesi. Con circa 30 milioni di fatturato annuo e un team internazionale di oltre 160 professionisti nelle sedi di Milano, Londra, New York e San Paolo, Zodiak Active è oggi uno dei più rilevanti player europei nell’area del digital e branded entertainment. www.zodiakactive.com

1. Chi sei e di cosa ti occupi?

Ormai più di 10 anni fa ho fondato una start-up (Neo Network, oggi Zodiak Active) focalizzata sui contenuti digitali e ora - dopo averla ceduta al Gruppo Zodiak nel 2007 - mi sto occupando di integrarla in una realtà multinazionale e complessa che è tra i primi produttori di contenuti al mondo.

2. Cosa ha "acceso la lampadina" e ti ha fatto prendere la decisione di metterti in proprio?

Quando ho capito che il mestiere che sognavo di fare da piccolo (il giornalista quello classico, in giro per il mondo con la sua macchina da scrivere) e per cui avevo studiato, stava – salvo eccezioni – morendo. E quindi dovevo inventarmi qualcosa…

3. Le qualità fondamentali che un giovane startupper deve avere? Due su tutte:

a) Fare “ALL IN”. Ossia essere focalizzato al 100% sull’obiettivo di trasformare la sua idea in un’azienda. Se non sei un po’ monomaniacale (e disposto a sacrificare tempo libero, ore di sonno e fidanzate) farcela è ancora più difficile.

b) Sapere creare un gruppo da subito (i team funzionano molto meglio del cavaliere solitario, anche in fase di start-up)

4. I difetti che assolutamente non può permettersi? Tre su tutti:

a) L’autoreferenzialità: se il mercato o i potenziali investitori non capiscono la tua idea geniale
i. o non la sai spiegare
ii. o forse non è così geniale. Sapersi calare nel punto di vista degli altri e fare tesoro delle loro osservazioni è fondamentale.

b) La mancanza di focus: portare avanti troppi progetti alla volta o portare avanti un progetto che vuol fare troppe cose (il famoso “non solo, ma anche”) di solito non porta ad happy endings.

c) L’incapacità di cambiare: viviamo in un mondo che cambia ogni 6 mesi. Alzare la testa ogni tanto e rimettere in discussione le nostre certezze riguardo al business non è un optional, è indispensabile.

5. Quali difficoltà lo startupper deve affrontare e come può superarle?

Imparare che il mondo startup ha le sua “grammatica”, che si deve imparare per non andare ad aumentare il numero dei “geni incompresi”. Tra avere una bella idea e costruire un’azienda di successo c’è un mondo fatto di modelli di business (come si trasformeranno in ricavi le visite al tuo fantastico sito?), capacità di comunicazione e sintesi (per quanto frustrante è proprio vero che se non sei in grado di raccontare la tua visione e il tuo piano di start-up in pochi minuti/chart difficilmente troverai qualcuno disposto ad investire su di te) e soprattutto tanta determinazione e resistenza alle possibili frustrazioni iniziali.

6. L'intuizione migliore che hai avuto?

Decidere di “mettermi in proprio” ad un’età in cui solitamente inizi a cercare lavoro.

7. L'errore più grande che hai fatto? E quelli da non fare?

Di errori, grandi e piccoli, continuo a farne tutti i giorni. Però è vero che dagli errori si impara. Quindi l’unico vero errore che si può fare è non imparare dai propri errori. Errare humanun, perseverare diabolicum…

8. Il tuo modello di imprenditore?

Sono due: uno è Sergey Brin di Google perché mi ha sempre affascinato il suo approccio analitico al business, l’altro è mio nonno che negli anni ’50 – anche se non lo sapeva e non si usava questo slang – è stato un grande startupper/serial enterpreneur di provincia!

9. La tua filosofia di vita?

Homo faber fortunae suae. Non credo alle scorciatoie, alle “botte di culo” o ai vittimismi. Nel lungo periodo – almeno sul lavoro – si tende ad ottenere ciò che si merita, a prescindere da momenti fortunati o da colpi di sfiga.

10. Qualche consiglio utile a chi vuole mettersi in proprio?

Vincere la paura di “buttarsi”.
Non esiste impresa senza rischio e fare l’imprenditore vuole dire anche mettere in conto di investire tempo e soldi per ritrovarsi con un pugno di mosche qualche anno dopo.. Ma ricordarsi che se non ci si prova da ragazzi - quando di solito non si ha la responsabilità di una famiglia da mantenere – dopo sarà ancora più difficile provare il “salto”!

Sergey Brin e Larry Page (durata 3:40 minuti)

I fondatori di Google ricordano l’inizio della loro avventura, dall’Università a Google. Guidati dal sogno di cambiare al mondo







Nèo Libera Von Rubens

Libera Von Rubens

Milano (Italy)
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