Néo: ERASMUS FOREVER
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ANTROPOLOGIA DELL'ERASMUS:
DA STUDENTE A UOMO


L'esperienza di studio universitario all'estero cambia davvero la vita, trasformando chi l’ha vissuta, come documenta una ragazza che italiana che ha intitolato la sua tesi di laurea: “Antropologia dell'Erasmus. Partire studenti, vivere sballati, tornare uomini.” Ma cominciamo dall’inizio…

25 ANNI. 3 MILIONI DI STORIE

Il programma Erasmus è in realtà più vecchio di quanto si pensi, ha da poco festeggiato il suo venticinquesimo compleanno. In tutti questi anni ha contribuito a formare nuove generazioni di cittadini europei, mobilitando quasi tre milioni di studenti. Ma cosa ha di così speciale? Lo scopriamo in questo video.

L'ERASMUS FESTEGGIA I SUOI 25 ANNI (durata 2:02 minuti)

In onore dei suoi 25 anni, vi proponiamo un video che mostra l’importanza di aver vissuto l’esperienza Erasmus: conoscere una nuova cultura, imparare una nuova lingua, imparare un nuovo lavoro, capacità di adattamento, problem solving e molte altre esperienze nel breve racconto di Erasmus giovani e grandi di ogni parte del mondo.

ANTROPOLOGIA DELL'ERASMUS

Tornata dall'estero, Fiorella ci ha dedicato addirittura la sua tesi di laurea: “Antropologia dell'Erasmus. Partire studenti, vivere sballati, tornare uomini.” Partendo dalla ricerca sul campo, ha raccontato le tragicomiche avventure di un ipotetico studente Erasmus in Spagna. Oltre a fornire un resoconto dettagliato della sua vita in terra iberica, Fiorella ha dato anche una spiegazione antropologica all'Erasmus come momento di passaggio che segna la vita di un individuo, come un rituale che lo trasporta in una dimensione mistico-simbolica obbligandolo a fare i conti con sé stesso, gli altri e la cultura d'origine. L'Erasmus – scrive – “è scoprire sé stessi in mezzo agli altri, all'interno di una comunità che realizza per un attimo gli ideali di isole felici e mondi pacificati. È l'ultima utopia realizzabile, l'ultimo gioco ingenuo di bambini obbligati a tornare adulti, uomini, dalla loro sballata avventura, dalla loro vita liminale, marginale, caotica”.

Praticamente secondo Fiorella, in Erasmus si vive sospesi in una dimensione di sogno, ci si sente come Peter Pan nell’isola che non c’è. Poi, tornati a casa, si precipita dal paradiso terrestre all’inferno patrio. Si arriva fino ai casi estremi, dove coloro che tornano “diventano dei missionari: devono evangelizzare tutte le persone che conoscono, convincerle a partire. Non si capacitano che possano esistere giovani disinteressati. Raccontano ossessivamente la loro esperienza straordinaria e se qualcuno, dopo l’ennesimo racconto di cene internazionali, amici meravigliosi e superfeste, sbadiglia, ci rimangono malissimo”.

DALL’ERASMUS ALLA VITA (durata 0:52 minuti)

52 simpatici secondi che mostrano come una semplice esperienza all’estero può cambiare la vita.

TRA INFINITI DISCORSI, UNA SOLA PAROLA

Ma come viene visto l'Erasmus da parte dei suoi stessi protagonisti? Gli studenti a cui viene chiesto di definire con una parola l'anno trascorso all'estero rispondono sempre nelle maniere più svariate, dai più comuni aggettivi “indimenticabile” o “indescrivibile” fino a risposte ben più fantasiose contenenti nomi di cocktail o espressioni idiomatiche del posto. Alcuni mettono in primo piano l'aspetto formativo, evidenziando come l'anno all'estero abbia rappresentato per loro una scuola di vita, una grande sfida. Vediamo in questo video come la scelta di fare l’Erasmus si sia rivelata la migliore decisione della vita di Thomas. Erasmus in Islanda.

“GOING ON ERASMUS WAS ONE OF THE BEST DECISION I EVER MADE” (durata 2:47 minuti)

Thomas ha raccontato in un video il suo Erasmus in Islanda: di sicuro una meta non molto tradizionale, ma - come si vede da queste immagini - ricca di paesaggi suggestivi e caratterizzati da un incredibile fascino.







Nèo Federico Sciascia

Federico Sciascia

Roma (Italy)
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