D'estate si impara
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1. Moda e Design: Milano, Berlino, Scandinavia, Spagna e Anversa

Moda e Design: Milano, Berlino, Scandinavia, Spagna e Anversa
Dove nascono le nuove idee di moda e di design in Europa? Quali sono i luoghi più fertili per i giovani creativi? Ecco le città che offrono le migliori opportunità per mettere in vetrina il proprio talento. Con uno speciale focus su "imparare moda e design quest'estate a Milano".

Milano, la capitale della moda: dove fashion e design si imparano.

Secondo il Global Language Monitor, la città più citata dai media internazionali nel settore della moda è Milano. Nella classifica, dietro a Milano, scorrono New York, Parigi e Londra.
Trattando di Milano come città della moda e del design si rischia di essere scontati. Specie se si parla dei suoi stilisti, delle boutique o degli appuntamenti cult: le Settimane della moda e il Salone del mobile.

Ma forse la vera ricchezza che Milano offre è la possibilità di imparare il mestiere. E questo per due ragioni.
Per prima cosa le scuole: la città è ricca di scuole per la formazione nella moda e nel design, come NABA, Domus Academy, l'Istituto Europeo del Design e il Politecnico del Design, che sono specializzate nel settore. E le università, in primis la Bocconi, offrono corsi per chi ambisce a ricoprire posizioni manageriali in questo ambito.

C'è un secondo aspetto fondamentale che porta Milano a essere un eccellente centro di formazione: il contatto con le aziende.
Con le medie e grandi aziende di fama mondiale, innanzitutto. Ma a Milano c'è di più: il distretto della moda e del design, costituito da centinaia e centinaia di aziende, spesso anche molto piccole, molto specializzate in singoli aspetti della produzione: sono proprio loro il luogo ideale per apprendere il mestiere.


Video. Milano è...


Speciale Summer School.

E per l'aspirante stilista o lo stilista in cerca di aggiornamento, Milano offre dei corsi estivi speciali: clicca per l'elenco dei corsi su moda e design di Milano Summer School.

Video. 10 cose da evitare quando si sfila


Cosa può andare storto ad una sfilata. La top 10 delle cose da evitare quando si sfila in passerella. Video divertente e formativo.

Berlino e lo stile down-up.

"Anything goes". Questo è il motto di Berlino, una città che fa della libertà, dell'originalità e dell'apertura mentale la sua bandiera. In Europa non esiste attualmente altra città tanto soggetta ai cambiamenti di stili e di tendenze. Oltre alla rapidità con la quale l'ex città divisa si sviluppa, molti giovani creativi sono attirati dagli affitti bassi e da una vita notturna effervescente. È facile incontrare architetti, musicisti, artisti e giovani stilisti provenienti da tutto il mondo che hanno deciso di sperimentarsi qui, almeno per un po'. La moda di Berlino è molto giovane. Trae ispirazione dalla strada ma, dicono gli esperti, sarebbe un errore definirla solo streetware. Più corretto invece chiamarlo stile "down-up", cioè la moda che innova "dal basso", il contrario della haute couture che innova dall'alto. È il pubblico che detta legge, è la democratizzazione assoluta della moda e questo è possibile proprio grazie all'opportunità unica che Berlino dà di partire "da zero". Sono tre le grandi fiere che invitano il pubblico del settore ad informarsi sui trend emergenti. La più nota è la "Bread&Butter", in calendario dal 2003. È la fiera specializzata in streetwear e urbanwear e senza dubbio una grande fonte di stimoli per le tendenze moda globali giovanili.

Video. Presentazione ufficiale dell'edizione 2009 della fiera Bread&Butter:


Scandinavian Design, funzionalità ed essenzialità

Il pensiero corre subito ad Ikea, il successo planetario dell'arredamento low cost dai nomi impronunciabili. Stili facili ed essenziali, adatti ad ogni contesto, da montare da soli e di prezzo più che accessibile. Nel catalogo Ikea, il "libro" più stampato al mondo dopo la Bibbia, spiccano modelli di designer più o meno noti, a testimonianza del fermento creativo che caratterizza i freddi paesi scandinavi.

Il design scandinavo è all'avanguardia nell'esplorazione di modelli ecologici ed ecosostenibili, creando progetti che mirano ad unire il massimo confort ad un impatto ambientale zero.
Il made in Scandinavia vuol essere alla portata di tutti. Ed ecco il successo Helsinki Design Week 09. La Finlandia, famosa per il suo design all'avanguardia grazie a nomi come Marimekko, Aarikka, Iittala, ha organizzato un festival dal tema DO TOUCH!, un serie di eventi che incoraggiano la collaborazione tra i professionisti e i visitatori della rassegna.

Video. La rivoluzione del design svedese tocca anche la comunicazione.


La rivoluzione del design svedese tocca anche la comunicazione. Ecco una rassegna di spot pubblicitari Ikea mai andati in onda perché troppo..."d'avanguardia":

Anversa, la rivoluzione del design

Città giovane e di tendenza, ricca d'arte e di cultura (è qui che Rubens lavorò e abitò), vivace e cosmopolita, Anversa richiama visitatori da tutto il mondo e si dichiara la capitale belga della moda e del design. La città sta emergendo in primo luogo grazie ai "Sei di Anversa", un gruppo di giovani e grintosi stilisti usciti dall'Accademia di Belle Arti e ben presto affermatisi sulle passerelle di tutto il mondo. Seppur di fama recentissima i loro nomi sono noti. Si va dal rigore "gesuita" di Dries Van Noten ai calciatori-modelli di Dirk Bikkembergs che si stanno facendo conoscere in tutto il mondo, passando per Ann Demeulemeester, Walter Van Beirendonck, Marina Yee e Dries Van Saene.

Video. Street Dancing with Style.


Street Dancing with Style. Anversa, più di 200 ballerini improvvisati ballano "Do Re Mi" nella stazione centrale di Anversa.

Spagna e la moda just in time

Altra piazza emergente per la moda giovane è la Spagna con il derby tra Barcellona e Madrid. Merito anche della Moda del Sol, associazione che dal 1963 unisce tessutati e industriali del fashion system sotto la guida dello stilista Josè Maria Fillol, di formazione parigina. Dal 1981 Moda del Sol pubblica un vademecum sulle tendenze stagionali a uso e consumo creativo degli associati.

Nella storia della moda spagnola due nomi spiccano sugli altri: la haute couture di Paco Rabanne e Cristobal Balenciaga. Il primo è l'irriverente sarto-metallurgo, così battezzato con disprezzo da Coco Chanel, inorridita da tanti abiti confezionati senza stoffa, ma con tanto metallo. Sdegno prima, successo poi. Salvador Dalì lo definirà "il secondo genio di Spagna dopo di me". Balenciaga è invece lo stilista più discreto della storia della moda, una vita raccolta intorno alla propria arte, nell'ombra. Veste con capolavori di architettura da guardaroba le donne più eleganti della sua epoca ma non appare mai dopo le sfilate.
Il vertice della moda iberica oggi è il fenomeno Zara. Fondata nel 1975 da Amancio Ortega Gaona a La Coruña, Spagna, conta attualmente più di 900 negozi sparsi in 62 paesi del mondo. Nel 2006, secondo la rivista Business Week, ha superato le vendite di uno dei suoi maggiori concorrenti, la svedese Hennes & Mauritz, più nota ai profani come H&M, il più grande rivenditore di abbigliamento a basso costo in Europa.
Amancio Ortega è stato descritto come "il commerciante più innovatore e più distruttivo del mondo", il fondatore della moda just in time.

Video. Moda d'epoca...


Moda d'epoca... Mostra di vestiti tradzionali aragonesi

Nèo
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Nèo Stefania Mirani

Stefania Mirani

32 anni di Milano - Italy