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Guarire senza medicine: trattando le malattie come indicatori di cambiamento

Guarire senza medicine: trattando le malattie come indicatori di cambiamento.
"Ci sono due modi per affrontare le malattie. Si può considerarle come un nemico da combattere. Oppure si può considerarle come dei segnali. Segnali che ci indicano che stiamo facendo qualcosa contro noi stessi. In questo senso ogni tipo di male può essere una meravigliosa occasione di trovare il modo di fare davvero bene a noi stessi" (anonimo orientale)

Malattie come segnali, con cui ci si dovrebbe alleare per capire cosa non va nella nostra vita. Sembra questo un punto di vista stravagante, irrazionale. Eppure se si fa una panoramica nei secoli e tra le diverse culture, si scopre che questo approccio è molto più comune di quello che può sembrare.
Gli antichi greci per guarire il malato usavano la tecnica dell'incubazione. Lo mettevano in grotte o altri ambienti isolati e lo facevano dormire. A seconda dei sogni che il malato faceva, gli veniva prescritta una cura. Il principio era che il malato attraverso il suo inconscio fornisse gli elementi utili per la guarigione. Che passava attraverso dei cambiamenti più o meno radicali nelle sue condotte di vita.

Stravagante e primitivo, forse. Ma il principio della malattia come fenomeno indicante un male dell'anima era sostenuto dalla maggioranza dei grandi filosofi della Grecia antica. Così come da altre religioni e filosofie in ogni parte del mondo.
La rivoluzione scientifica ha posto il centro sullo studio dei fenomeni più che su quello delle cause prime. E se i fenomeni erano malattie, occorreva ricercare una cura per combattere la loro apparizione.
Il risultato della rivoluzione scientifica è stato il progresso nelle tecniche di cura dei sintomi. Ma qualcosa è rimasto indietro. Questo è ciò che sostengono numerosi discipline e correnti della filosofia, della psicologia e della psicosomatica. Esistono testi che descrivono quale sia la causa di ogni sintomo e indicano come modificando il nostro approccio alla vita, si possa intervenire da soli per favorire la scomparsa delle patologie.

Sostengono questa tesi, quella della malattia come segno di un errore esistenziale, le principali correnti della psicologia umanistico-evolutiva.

Già Maslow, Rogers e anche Jung, ad esempio, si riallacciano al pensiero di Husserl, ritenendo che l'obiettivo di ogni essere umano è realizzare se stessi, storicamente e spiritualmente. Quando ciò non accade, si genera la malattia, fisica, psichica o sociale.
Secondo la psicologia transpersonale e la psicobiologia, il male nasce quando si rompe l'equilibrio armonico tra corpo e spirito e quando si arresta il principio di trascendenza evolutiva che è propria di ogni essere umano.
L'Ontopsicologia (letteralmente la "psicologia dell'essere") ha individuato un principio primo, applicabile a ogni sfera del sapere e della vita umana. Questo principio primo definito In Sé ontico (o anima in senso classico) coincide con il principio di natura. Se lo si segue, si ha ogni forma di benessere e di realizzazione. Se non lo si segue si ha la malattia. Anche in questo caso, la malattia indicherebbe cosa correggere in noi per poter vivere al meglio la nostra vita.
Visione in linea con la tradizione filosofica classica e con numerose scuole di pensiero dell'antico oriente, come quella zoroastriana, del Tao o i precetti buddisti. E, secondo alcuni studiosi ed esponenti del mondo della Chiesa, anche con i precetti evangelici.

Forse gli autori più chiari sul tema della malattia come "linguaggio dell'anima" sono due terapeuti tedeschi: Rüdiger Dahkle (medico) e Thorwald Dethlefsen (psicologo). Autori di numerosi libri, tra cui "Malattia e Destino" e "Malattia linguaggio dell'anima", sostengono che ogni male nasce da comportamenti "deviati" rispetto alla nostra natura. E descrivono patologia per patologia quale sia l'errore di fondo che causa tali malattie.

Considerare le malattie come sintomi non significherebbe rinunciare a medicine o alle conquiste del progresso scientifico. Ma potrebbe consentire di affrontare ogni tipo di male con più senso di responsabilità. Prima di ricorrere ad aiuti esterni, può agevolare una presa di consapevolezza sul modo in cui ci stiamo comportando con noi stessi e su cosa potremmo correggere per vivere meglio la nostra vita. Trattando il nostro corpo come un saggio che ci trasmette i suoi consigli. Consigli per vivere meglio, anche se a volte ci fanno un gran male.


SPECIALE - 3 APPROCCI. POTENZIALMENTE RIVOLUZIONARI.


Trattare malattie come segnali. Rüdiger Dahlke
E' in tedesco. Ma trasmette molto a livello empatico. A volte le parole sono solo un contorno.

Ontopsicologia nelle facoltà universitarie
Summer University of Ontopsychology 2008 - Intervento della Dottoressa Ludmilla Verbitskaja, Presidente dell'Università Statale di San Pietroburgo, Russia. Secondo cui l'Ontopsicologia dovrebbe essere insegnata in ogni facoltà universitaria.

Autoguarigione secondo la psicobiologia.
Pier Luigi Lattuada approfondisce il concetto di Autoguarigione. Malattia: segnala cosa stiamo facendo per impedire le corrette esigenze del nostro organismo. Di fronte a una malattia l'organismo è in grado di organizzare delle risorse per curarsi.

Nel 2010 ci saranno alcuni numeri speciali dedicati a "guarire senza medicine". Invita i tuoi amici a iscriversi a néo.

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